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Greenpeace, creare più posti di lavoro grazie al settore "verde" PDF Stampa E-mail
Attualità
Mercoledì 08 Luglio 2009 13:02

greenjobSecondo il rapporto”G8 Job Creations” le otto nazioni del G8 potrebbero giungere nel 2030 a creare oltre un milione e 800mila posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili ottenendo contemporaneamente una riduzione del 50% delle emissioni di CO2 nel settore dell’energia

Fonte: greencity.it

Greenpeace, alla vigilia del vertice del G8, ha deciso di pubblicare il suo rapporto “Powering G8 Job Creations”, per influenzare le future decisioni politico-economiche delle 8 nazioni partecipanti, tentando di convincerle a investire sul settore delle energie rinnovabili.
Dal rapporto dell'associazione di lotta per i diritti ambientali emerge come, svolgendo una previsione occupazionale, le 8 nazioni del G8 potrebbero giungere nel 2030 a creare oltre un milione e 800mila posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili, ottenendo contemporaneamente una riduzione del 50% delle emissioni di CO2 nel settore dell’energia. La proposta, messa nero su bianco con cifre e contesto ben delineati, cerca di influenzare la politica economica delle 8 nazioni, prima di un evento tanto importante come il G8, dove ad un'analisi della situazione attuale, i capi di governo aggiungeranno previsioni e programmazioni relative ai prossimi anni. Oltre al G8, il vertice di dicembre di Copenaghen sarà il luogo ove i governi dei Paesi industrializzati dovranno prendere impegni precisi per affrontare i cambiamenti climatici.
Per quel che concerne l'Italia nello specifico, alcuni studi svolti in alcune università mettono in luce le conseguenze occupazionali che il Paese avrebbe, investendo sul green: uno studio dell’Università Bocconi dimostra che, investendo nelle rinnovabili e raggiungendo gli obiettivi europei previsti dal pacchetto Clima e Energia, l’Italia potrà creare entro il 2020 fino a 250.000 nuovi posti di lavoro, nel solo settore elettrico, mentre per gli usi termici il potenziale è ancora maggiore; secondo il Politecnico di Milano, altri 60.000 nuovi posti di lavoro, potrebbero essere creati grazie all’investimento in efficienza energetica. Un messaggio chiaro e forte, quindi, da parte di Greenpeace prima di un vertice tanto importante.
Greenpeace, alla vigilia del vertice del G8, ha deciso di pubblicare il suo rapporto “Powering G8 Job Creations”, per influenzare le future decisioni politico-economiche delle 8 nazioni partecipanti, tentando di convincerle a investire sul settore delle energie rinnovabili.
Dal rapporto dell'associazione di lotta per i diritti ambientali emerge come, svolgendo una previsione occupazionale, le 8 nazioni del G8 potrebbero giungere nel 2030 a creare oltre un milione e 800mila posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili, ottenendo contemporaneamente una riduzione del 50% delle emissioni di CO2 nel settore dell’energia. La proposta, messa nero su bianco con cifre e contesto ben delineati, cerca di influenzare la politica economica delle 8 nazioni, prima di un evento tanto importante come il G8, dove ad un'analisi della situazione attuale, i capi di governo aggiungeranno previsioni e programmazioni relative ai prossimi anni. Oltre al G8, il vertice di dicembre di Copenaghen sarà il luogo ove i governi dei Paesi industrializzati dovranno prendere impegni precisi per affrontare i cambiamenti climatici.
Per quel che concerne l'Italia nello specifico, alcuni studi svolti in alcune università mettono in luce le conseguenze occupazionali che il Paese avrebbe, investendo sul green: uno studio dell’Università Bocconi dimostra che, investendo nelle rinnovabili e raggiungendo gli obiettivi europei previsti dal pacchetto Clima e Energia, l’Italia potrà creare entro il 2020 fino a 250.000 nuovi posti di lavoro, nel solo settore elettrico, mentre per gli usi termici il potenziale è ancora maggiore; secondo il Politecnico di Milano, altri 60.000 nuovi posti di lavoro, potrebbero essere creati grazie all’investimento in efficienza energetica. Un messaggio chiaro e forte, quindi, da parte di Greenpeace prima di un vertice tanto importante.

 

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