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| Kadijah, la diciottenne senzatetto che trovò casa ad Harvard |
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| Attualità |
| Lunedì 22 Giugno 2009 17:39 |
Khadijah non è l’unico caso di un giovane senzatetto arrivato in una università prestigiosa. Ma i casi simili si contano sulle dita di una manoFonte: Il Messaggero di Anna Guaita Vivere per strada, senza sapere se riuscirai a mangiare un vero pasto, se potrai lavarti, se potrai andare a scuola, se potrai avere un futuro. Questa è stata la vita di Khadijah Williams fino a venerdì sera. Ma da ieri, la diciottenne senzatetto californiana ha una sua stanzetta, in un dormitorio di Harvard. Khadijah ora ha un futuro, e anche brillante: con la sua determinazione, con i suoi sforzi per studiare sempre e comunque, anche circondata da ubriachi e prostitute, è riuscita a vincere una borsa di studio nella più esclusiva delle università d’America. Khadijah non è l’unico caso di un giovane senzatetto arrivato in una università prestigiosa. Ma i casi simili si contano sulle dita di una mano. E il suo sembra il più tragico ed eroico. A soli otto anni, Khadijah - che aveva frequentato solo metà anno scolastico in prima che in seconda elementare - era riuscita a superare così bene l’esame finale di terza classe da piazzarsi meglio del 99 per cento di tutti gli studenti di terza elementare dell’intera California. La maestra la definì «una bambina dotata». E lei, piccola com’era, capì che lo studio sarebbe stata la sua carta vincente. E mentre sua madre la trascinava di ricovero in ricovero, spesso ritrovandosi a dormire sotto i ponti o per strada, lei faceva di tutto per andare bene a scuola. Spesso prendeva a prestito nella biblioteca scolastica libri di cucina, «per leggerli nei dormitori e distrarsi dal puzzo e dallo sporco». E ogni mattina, «per dignità», faceva del suo meglio per lavarsi «e non andare a scuola con il puzzo dei ricoveri addosso». Del passato della madre si sa poco: a 14 anni, incinta, scappò dalla sua povera casa newyorchese e finì a Los Angeles. «Non ho niente da rimproverarle - dice Khadijah -. Ma guardando la sua disperazione ho capito che dovevo combattere per uscirne». Ed è stato così che arrivata a 16 anni, Khadijah è andata a chiedere aiuto a un’associazione di volontariato, dove le hanno insegnato le buone maniere necessarie a farsi accettare nella vita di tutti i giorni, oltre a spiegarle come usare un computer e come scrivere le domande di ammissione a varie università. E Khadijah ha fatto così bene che ben 20 università, impressionate dal suo ottimo curriculum scolastico e dal suo carattere forte e solare pur nelle incredibili avversità della sua vita, si sono dette pronte a prenderla con una borsa di studio. Lei ha scelto Harvard, e non a caso: è la più difficile di tutte. |
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