| L'Aquila - Di Orio, attacco frontale a Bertolaso: «Inquietante occupazione di spazi» |
| Attualità |
| Lunedì 15 Giugno 2009 18:29 |
L’Università ancora senza una sede, gli studenti ancora in mezzo a una strada e, poi, «una Protezione civile che ha una visione dell’occupazione degli spazi inquietante»Fonte: Il Messaggero di Claudio Fazzi Il rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando di Orio, rivolge accuse ai vertici della Protezione Civile nazionale e al presidente della Regione, Gianni Chiodi. Nel mirino, in particolare, il capo del Protezione civile, Guido Bertolaso: «Aveva riconosciuto la centralità dell’Università, quindi ci aspettavamo un passo indietro sull’ex tribunale dei minori per rispetto nei confronti di 2.500 studenti di Lettere e, invece, sta dappertutto e l’occupazione degli spazi è totale». Il rettore di Orio, ieri, in conferenza stampa, è apparso molto deluso e ha lanciato l’ennesimo ultimatum: «Un mese e mezzo per trovare una soluzione». D’altra parte la situazione è drammatica, paradossale e, al tempo stesso, grottesca perché è possibile, in un modo o nell’altro e seppur faticosamente, la riattivazione della didattica e dei laboratori, ma per quali studenti? Perché la vera domanda senza risposta è: dove dormiranno gli studenti? «Non abbiamo residenze per i tredicimila fuorisede, ma neanche per i quattordicimila aquilani costretti, durante gli esami, a dormire in auto». Eccolo qua il problema dei problemi segnalato a Chiodi in più occasioni e ancora senza una soluzione. Il governatore ha incassato, nei giorni scorsi, la disponibilità del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, per l’utilizzo delle caserme “Pasquali” e “Rossi”, ma di Orio ritiene la soluzione percorribile solo tra il 2010 e il 2011 «in quanto io, che conosco quelle strutture, so bene che c’è bisogno di almeno un anno di lavori prima dell’utilizzo». L’unica ipotesi per l’anno accademico 2009 - 2010, dunque, resta la scuola della Guardia di finanza, magari anche attraverso «una convivenza con corsi specifici» perché è una struttura che può garantire «la residenzialità per duemila studenti, ricerca e formazione». Alla Reiss Romoli, dove l’Università sarebbe dovuta entrare dal 1° giugno, con governance e corsi, come da contratto di locazione, «non si può accedere perché constatiamo alcune situazioni che rendono complicato qualsiasi nostro intervento». «C’è stata un’occupazione, anche lì come alla scuola della Finanza, manu militari, di Protezione civile nazionale e regionale, Consiglio regionale, parte del Comune e altri ancora e, quindi, come vedete, siamo qui dov’eravamo dal 6 aprile, nell’atrio di Scienze... Vogliamo affittare la Reiss e non interrompere l’accordo sulla Tils. Nel frattempo ci stiamo attivando per conto nostro alla ricerca di capannoni industriali, ma riscontriamo una situazione di aumenti dei prezzi delle locazioni al nostro arrivo eticamente discutibile». L’Università, a settembre, vuole stare tutta nella città dell’Aquila, ma bisogna trovare residenze per gli studenti. Il rettore di Orio è pronto a farsi carico della residenzialità degli studenti, che non può fare per legge, «ma occorre un provvedimento eccezionale che permetta all’Università l’utilizzo, dopo il G8, della scuola della Finanza». «Lo Stato deve fare una scelta: investire sulla Guardia di finanza o sull’Università - ha concluso Di Orio -. Deve decidere se formare coloro che dovranno scovare gli evasori o gli studenti, tanto più che per la scuola esiste la possibilità di un trasferimento a Bari». |
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L’Università ancora senza una sede, gli studenti ancora in mezzo a una strada e, poi, «una Protezione civile che ha una visione dell’occupazione degli spazi inquietante»







