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| Gheddafi alla Sapienza, fischi e scontri. Spento il microfono ad una studentessa |
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| Attualità |
| Venerdì 12 Giugno 2009 11:52 |
L'intervento del leader libico all'Università. Una ragazza fermata mentre parlava. Poi la visita in CampidoglioFonte: Corriere della Sera Si è concluso fra fischi e applausi l’intervento del leader libico Muammar Gheddafi giovedì pomeriggio nell’Aula magna della Sapienza di Roma: al termine del discorso, dopo che diversi studenti e docenti avevano fatto domande e ricevute risposte dal leader libico, un gruppo di studenti del movimento di contestazione ’l’Onda’ ha cercato di intervenire a sua volta leggendo una domanda-dichiarazione dalla platea dell’aula magna. Il servizio d’ordine li ha rapidamente messi a tacere sottraendo loro il microfono, mentre veniva impedito anche ai giornalisti di alzarsi per osservare meglio dalla galleria l’accaduto. Poco dopo, al termine della cerimonia, gli studenti dell’Onda hanno cercato nuovamente di parlare ma sono stati sopraffatti da applausi e fischi provenienti dalle prime file della platea mentre Gheddafi, vestito con abito bianco indossato su una camicia verde si congedava lanciando baci e ringraziamenti alla platea. MICROFONO SPENTO - «Volevo solo portare le parole dell'Onda e della Sapienza. Il microfono non mi è stato tolto, me l'hanno semplicemente spento e poi sono uscita da sola». Queste le parole di Silvana, la studentessa dell'Onda a cui è stato spento il microfono. «Le domande sono già organizzate, non c'è stata per tutti la possibilità di farne - ha aggiunto Silvana - la nostra era una manifestazione pacifica, volevamo solo far sentire la nostra voce». Secondo quanto hanno riferito altri studenti dell'Onda, le prime domande rivolte a Gheddafi «erano già state concordate». Durante le domande rivolte al colonnello da alcuni presenti nella platea, un signore si era alzato urlando al leader libico: «Ci sono gravi condizioni nelle carceri libiche, questo è incompatibile con quello che ha detto durante il suo intervento di poco fa». Gheddafi aveva risposto: «Stimo moltissimo voi che avete sollevato il problema dei diritti». Scontri e vernice rossa davanti alla Sapienza (Jpeg)VERNICE ROSSA - Fuori dall'Ateneo numerosi sono stati gli scontri degli studenti con la polizia. Lacrimogeni, calci, lancio di transenne tra i ragazzi dell'Onda e le forze dell'Ordine schierate con scudi e manganelli. E gli studenti hanno lanciato secchi di vernice rossa e palloncini ripieni della stessa vernice verso gli agenti per «ricordare il sangue versato dagli immigrati respinti». Alla vernice addosso, polizia e carabinieri hanno reagito con una carica di alleggerimento verso i manifestanti. La carica è servita a disperderli, dopo che gli scudi e le divise sono state macchiate. LA VISITA IN CAMPIDOGLIO - E con un'ora di ritardo sul protocollo, il leader libico è arrivato in Campidoglio dove ad attenderlo c'era il sindaco Gianni Alemanno. Accolto da un applauso, il colonnello si è affacciato alla balconata sulla piazza michelangiolesca del Campidoglio intrecciando le mani e alzando le braccia verso il cielo in segno di vittoria. Prima di lasciare la parola al sindaco, Gianni Alemanno, Gheddafi non ha rinunciato a rubargli la scena di fronte alla folla che gremisce la piazza. Giustificato dal sole che picchia sulla piazza il colonnello non si è tolto i vistosi occhiali da sole scuri. Sul balcone dal quale Gheddafi si è affacciato è stata installata una gabbia di vetro antiproiettile. Uno striscione con la scritta «Benvenuto Gheddafi, forza Roma» è stato esposto sulle transenne disposte davanti a palazzo Senatorio. A srotolarlo alcuni tifosi giallorossi che così esprimono il proprio pensiero in merito al possibile interesse di una cordata libica per l'acquisto della società. |
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