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| Compie 50 anni il primo computer italiano. Un primato internazionale |
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| Attualità |
| Giovedì 11 Giugno 2009 11:40 |
Una distesa grande quanto un campo da tennis e alta come un frigorifero, un intrico di valvole e transistor in grado di mettere insieme una memoria di 8k e di svolgere 70.000 addizioni al secondo: ecco come si presentava la CEPFonte: la Repubblica Una distesa grande quanto un campo da tennis e alta come un frigorifero, un intrico di valvole e transistor in grado di mettere insieme una memoria di 8k e di svolgere 70.000 addizioni al secondo. Erano queste, in sintesi, le caratteristiche del primo computer italiano, progettato e costruito nel nostro paese. Si chiamava CEP, acronimo per “Calcolatrice elettronica pisana”: in questi giorni si festeggia il mezzo secolo dalla storica realizzazione. Per l'evento, il Consiglio nazionale delle ricerche e l'Università di Pisa hanno organizzato per i giorni 11 e 12 giugno una sessione di dibattiti e convegni intitolata “Pisa, culla dell'Informatica: mezzo secolo dopo la CEP e l'Olivetti di Barbaricina”. “Fu l’ultimo lascito del Nobel Enrico Fermi, che ne suggerì la progettazione”, rammenta il presidente dell’Area Cnr di Pisa, Claudio Montani, “e il simbolo della creatività e dell’ingegno che alla fine degli anni Cinquanta animava il nostro Paese, rendendolo capace di competere ai massimi livelli sul piano sia scientifico sia tecnologico”. Dal progetto Cep l’Olivetti attinse infatti le basi progettuali per creare – sempre a Pisa – l’Elea 9003: il primo calcolatore elettronico per uso commerciale mai introdotto sul mercato mondiale, presentato alla Fiera di Milano del 1959. Purtroppo un simile primato mondiale non ebbe seguito in ambito industriale a causa della cessione alla General Electric della divisione calcolatrici elettroniche dell'industria di Ivrea ma fu germinale per l'istituzione del primo corso di laurea in informatica dell’Università pisana, del primo centro studi sulle calcolatrici elettroniche (Csce) e del più importante centro di calcolo elettronico nazionale (Cnuce), come ha ricordato lo stesso Montani. A loro volta, i due centri hanno poi dato origine a tre istituti di ricerca del Cnr: l'Istituto di informatica e telematica (Iit), l'Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione (Isti) e l'Istituto di linguistica computazionale (Ilc). In occasione delle celebrazioni del cinquantenario, sarà possibile ammirare il CEP al Museo degli strumenti per il calcolo, in via Pisano, 25 a Pisa. (Ingresso libero previa iscrizione sul sito www.cep.cnr.it) |
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Una distesa grande quanto un campo da tennis e alta come un frigorifero, un intrico di valvole e transistor in grado di mettere insieme una memoria di 8k e di svolgere 70.000 addizioni al secondo: ecco come si presentava la CEP







