Il Wwf studia il "respiro" del bosco con il progetto Osservatorio Clima
Attualità
Venerdì 05 Giugno 2009 19:15
climaUn progetto promosso dalla Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia di Viterbo e il supporto di Microsoft Italia con la collaborazione dell’Università di Roma Tre, il Museo di Zoologia di Roma e il Corpo Forestale dello Stato

Fonte: Greenreport.it
di Federico Gasperini

«Un giorno non basta. Se teniamo davvero al nostro futuro, l’ambiente deve essere ricordato ogni giorno, ogni minuto, tutto l’anno». Con queste parole, che ovviamente condividiamo, Vandana Shiva apre sul quotidiano “la Repubblica” il suo “appello” in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente. Anzi probabilmente quando non sarà più necessario dedicare celebrazioni istituzionali a questo tema, aggiungiamo noi, vorrà dire probabilmente che avremo trovato l’equilibrio tra economia ed ecologia per tutelare il Pianeta e permettere a suoi abitanti una qualità delle vita accettabile nel rispetto delle diversità. “Il tuo Pianeta ha bisogno di te! Uniti per combattere i cambiamenti climatici” è lo slogan scelto per questa giornata a sottolineare l’importanza che hanno anche i comportamenti quotidiani di ognuno di noi. Qualcosa sta cambiando a livello globale e tutti i Paesi che vogliono avere una leadership nello scacchiere internazionale di domani hanno capito che è necessario investire oggi per una riconversione ecologica dell’economia. E’ una questione di profitto e non di etica, ma da questa situazione tutti noi possiamo trarre vantaggi a patto che, a contrario di quanto avvenuto nel fallimentare modello di sviluppo prettamente quantitativo che ha guidato le economie fino ad oggi, possa essere garantita un’equa distribuzione delle risorse primarie e dei guadagni per rendere accettabile e dignitosa a tutti la vita sul Pianeta.

Il processo sarà dinamico con accelerazioni e rallentamenti (nella giornata odierna dobbiamo guardare con fiducia alla scadenza di fine anno a Copenaghen in cui si dovrà chiudere il nuovo accordo globale sul clima), ma non potremo prescindere da azioni di tutela e di adattamento degli ecosistemi naturali, come quelle messe in essere dal Wwf con il progetto ‘Osservatorio clima’, attuato per il secondo anno nelle oasi dell’associazione. Un progetto promosso dalla Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia di Viterbo (Dipartimento di Scienze dell’Ambiente forestale) e il supporto di Microsoft Italia con la collaborazione dell’Università di Roma Tre, il Museo di Zoologia di Roma e il Corpo Forestale dello Stato. Boschi e aree naturali sono tra gli ambienti fondamentali per combattere l’innalzamento della temperatura globale (1 ettaro di bosco è capace di neutralizzare almeno 6 tonnellate di CO2 in un anno), e per questo è necessario conoscerne le “prestazioni”, cioè la capacità di assorbimento.

Con questo obiettivo il Wwf ha inaugurato la prima stazione di misurazione dei gas serra (una torre alta 13 metri) in un bosco di pianura nell’Oasi umida di Alviano, in Umbria. «La torre di rilevamento nell’Oasi di Alviano – afferma Riccardo Valentini, professore all’Università della Tuscia e presidente della Commissione CNR sui cambiamenti globali– è la prima installata in un’area naturale umida e ci consentirà letteralmente di ‘ascoltare’ il respiro del bosco, quanta CO2 assorbe e quanto ossigeno rilascia».

Microsoft, da anni impegnata a livello internazionale nello studio del cambiamento climatico presso il laboratorio di ricerca informatica Microsoft Research di Cambridge, per questo progetto metterà a disposizione un software che consentirà di creare un database che servirà ad effettuare delle previsioni a medio-lungo termine per attivare specifiche misure di adattamento e conservazione della biodiversità nelle Oasi del Wwf e in generale in Italia. «Le Oasi del Wwf, più di 100 disseminate su tutto il territorio nazionale, sono laboratori naturali dove è normale ‘leggere’ i cambiamenti climatici in atto, dove è possibile sperimentare azioni sia di mitigazione che di gestione adattativi - sottolinea Antonio Canu, direttore di Wwf Oasi - L’Italia sta cambiando faccia e i segnali li stiamo monitorando attraverso, per esempio, lo studio dei lepidotteri notturni (ci sono popolazioni di specie tipiche di areali meridionali che migrano verso nord favoriti dal riscaldamento climatico), o la conferma della rarefazione e perfino il rischio di estinzione che corre la gran parte degli anfibi (come l’ululone dal ventre giallo appenninico che è in una situazione ormai critica ovunque o la salamandra pezzata che è in estrema rarefazione nel centro Italia e si è quasi estinta nel Lazio). Sono tutti fenomeni- conclude Canu- che osserviamo e studiamo nell’ambito del progetto Osservatorio e non fanno altro che confermare l’innalzamento della temperatura nel nostro paese». Il progetto è attivo in 20 Oasi pilota, in 10 regioni italiane, sparse su tutto il territorio nazionale, ma è già previsto un aumento delle aree coinvolte negli studi e delle azioni di monitoraggio.
 

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