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Le famiglie: «Rifiutiamo la laurea alla memoria per i nostri figli» PDF Stampa E-mail
Attualità
Sabato 30 Maggio 2009 09:21
casa dello studenteIniziativa dei genitori di alcune vittime: è mancata la prevenzione

Fonte: L'espresso

Hanno deciso di rifiutare la laurea honoris causa alla memoria perché la ritengono solo un goffo tentativo di archiviare una tragedia che le ha distrutte. Le famiglie di otto studenti morti nel sisma del 6 aprile hanno così rifiutato la proposta del Senato accademico. La cerimonia è quella prevista oggi alla Caserma della scuola della guardia di Finanza a Coppito. Le lauree sarebbero state consegnate dal preside di Ingegneria, Pier Ugo Foscolo, alla presenza del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La decisione è stata comunicata al rettore Ferdinando Di Orio con una lettera. Le famiglie spiegano che «l'assegnazione del titolo alla memoria per noi genitori e parenti delle vittime non ha ovviamente nessun valore morale e affettivo. Allo stato attuale è un blando tentativo di voler semplicemente chiudere una tragica parentesi che ha sconvolto la nostra esistenza».

«Non si può trasformare una cerimonia in un momento preelettorale», ha confermato da Torre de' Passeri, Paolo Colonna, padre di Tonino, morto all'Aquila a 19 anni, «si sta toccando il fondo moralmente. Non mi piace e non si può fare. E non ci stiamo». Le famiglie che hanno rifiutato la laurea sono quelle di Michele Strazzella, Enza Terzini, Tonino Colonna, Luca Lunari, Marco Alviano, Angela Cruciano, Luciana Capuano, Davide Centofanti. «Avevamo già appreso dal verbale nº 5/2009 della seduta del 15 aprile scorso del Senato accademico dell'Università dell'Aquila», hanno dichiarato i genitori, «che il rettore Ferdinando Di Orio ha proposto di conferire alla memoria dei nostri figli studenti universitari, l'assegnazione della laurea honoris causa. Recentemente, il Rettore dell'Università ha confermato con una sua missiva, indirizzata a tutte le famiglie degli studenti deceduti nel sisma, l'assegnazione del titolo alla memoria, in occasione della manifestazione pubblica alla caserma della scuola della guardia di Finanza a Coppito».

«Poco importa», aggiungono, «che uno studio commissionato dalla Protezione Civile alla società Abruzzo Engineering e realizzata nel 2006 evidenziasse gravi situazioni strutturali in molti edifici pubblici dell'Aquila tra i quali tutte le facoltà universitarie; situazioni che andavano sanate a salvaguardia dell'incolumità pubblica con lavori e interventi che non sono mai stati realizzati. Va ricordato che durante l'attività sismica che andava avanti da circa sei mesi nessuno si è preoccupato di sospendere la normale attività didattica nelle facoltà, sottoponendo gli studenti ad un notevole stress psicofisico».
«Alla facoltà di Ingegneria ad esempio», precisano, «erano in programma lezioni ed esami nei giorni di lunedì, martedì e mercoledì della settimana di Pasqua. La prevenzione è stranamente scattata dopo i catastrofici eventi sismici del 6 aprile, visto che molte facoltà sono state trasferite in alcune città abruzzesi. Basta solo questo per ribadire che noi rifiutiamo l'assegnazione del titolo di laurea».
 

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