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| È tornata a parlare della riforma imminente il ministro Gelmini |
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| Attualità |
| Lunedì 25 Maggio 2009 17:55 |
Lo ha fatto venerdì durante un convegno organizzato a Napoli dal Nisa, il Network degli studiosi italiani all’estero. E ha confermato: questa volta si metterà mano soprattutto a governance, valutazione della qualità, reclutamento e diritto allo studioFonte: Corriereuniv.it “Tra pochi giorni presenterò al CdM un ddl di riforma dell’Università che riguarderà i punti che io considero strategici per il superamento delle più rilevanti carenze del sistema italiano”, ha affermato il ministro. “L’università italiana, - ha proseguito il Ministro - fondata su un sistema pubblico di finanziamento è stata abituata a non vedere premiata la qualità. Da qualche anno la valutazione ha cominciato ad incidere significativamente sui finanziamenti: ma siamo solo agli inizi. Chiave di volta dell’azione riformatrice deve essere la governance. Il principio fondamentale dell’autonomia delle università dovrà conciliarsi con la presenza negli organi di governo di figure esterne, che rappresentino competenze gestionali obiettive e interessi del più ampio contesto locale e nazionale in cui l’università opera. Una delle ragioni per cui l’università italiana – ha continuato la Gelmini - in questi anni ha reclutato pochi giovani e poche figure comunque esterne, per formazione ed esperienza, all’ambiente stesso della Facoltà e del Dipartimento che procedevano alla chiamata, risiede appunto nelle carenze di una governance autoreferenziata, che ha distorto il principio dell’autonomia in una politica del reclutamento volta a favorire esclusivamente i laureati locali, o a far progredire in carriera il personale già in organico presso la stessa Facoltà. La riforma che stiamo varando – ha concluso - porrà un limite preciso alla possibilità di carriere tutte interne alla stessa sede. Una percentuale elevata delle chiamate, che nelle mie intenzioni non dovrebbe arrivare al 50%, sarà riservata a studiosi che non occupino già delle posizioni nella stessa sede. Si tratta di un cambiamento molto rilevante negli assetti e nelle mentalità dominanti nell’università italiana, che garantirà mobilità e interscambio di competenze, esperienze, idee, progettualità”. |
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Lo ha fatto venerdì durante un convegno organizzato a Napoli dal Nisa, il Network degli studiosi italiani all’estero. E ha confermato: questa volta si metterà mano soprattutto a governance, valutazione della qualità, reclutamento e diritto allo studio







