| Ricerca Eurostudent, studenti italiani 'pendolari' e sui libri 35 ore a settimana |
| Attualità |
| Sabato 23 Maggio 2009 07:53 |
"Il dato e' interessante -spiega Giovanni Finocchietti, responsabile ricerche della Fondazione Rui- perche' non l'abbiamo registrato solo in Italia" Fonte: Adnkronos Studiano 35 ore a settimana, sono meno 'bamboccioni', fanno meno scambi con l'estero, uno su due fa il pendolare e uno su quattro studia fuori sede. Questa la fotografia dei circa due milioni di studenti universitari italiani secondo una ricerca di Eurostudent, indagine sulle condizioni di vita e di studio degli universitari italiani realizzata dalla Fondazione Rui e presentata oggi a Milano. Lo studio, arrivato alla quinta edizione e riferito all'anno accademico 2005-2006, e' stato svolto con la collaborazione e il cofinanziamento del Ministero dell'Istruzione e dell'Universita'. Uno dei dati che emerge dallo studio e' l'aumento dell'eta' media degli studenti: 22 anni contro i 21,2 del 2003. Gli studenti con piu' di 25 anni, poi, sono il 10,1% del totale. Un fenomeno dovuto alla capacita' delle lauree triennali di attrarre giovani che avevano interrotto gli studi dopo le superiori. "Il dato e' interessante -spiega Giovanni Finocchietti, responsabile ricerche della Fondazione Rui- perche' non l'abbiamo registrato solo in Italia. In tutti i Paesi europei nei quali e' in corso la riforma che articola i corsi in primo e secondo ciclo si sta verificando un fenomeno analogo, cioe' la capacita' di far rientrare nel circuito di formazione persone che ne erano uscite". Gli studenti fuori sede sono il 25,2% del totale e prediligono, nel 21,6% dei casi, l'appartamento da soli o con altri studenti. Meno del 2%, invece, sceglie le residenze e i collegi di diritto allo studio. Due terzi degli studenti vive in famiglia, ma con un forte aumento del pendolarismo: oltre il 54% contro il 41% registrato del 2000. Ci sono anche pero' meno 'bamboccioni': dopo i 28 anni, nonostante l'autonomia finanziaria limitata, uno studente su tre vive ancora sulla famiglia di origine. Diminuisce il tempo dedicato a lezioni e studio: 35,2 ore la settimana, contro le 38,8 del 2003. Nonostante questo calo, oltre il 45% giudica "non accettabile" il carico di studio. I piu' 'secchioni' sono nel campo delle scienze medico-sanitarie (45,7 ore a settimana) e ingegneria-architettura (39,2), quelli meno impegnati sono gli studenti di scienze umane. "Cio' che continua a distinguerci in negativo da molti altri Paesi europei -conclude il responsabile ricerche della Fondazione Rui- e' una minore capacita' di intervento del sistema di diritto allo studio, cioe' una minore disponibilita' di borse di studio e di alloggi per studenti fuori sede, cosa che in alcuni altri Paesi europei e' invece una garanzia". |
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