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| Intervista a Enrico Decleva presidente della CRUI e rettore dell'Università Statale di Milano |
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| Attualità |
| Sabato 23 Maggio 2009 |
La qualità dei nostri laureati e dei nostri ricercatori è altissima, non abbiamo nulla da invidiare ai francesi, per esempio, però i nostri migliori ricercatori affollano proprio i laboratori di ricerca degli istituti francesiFonte: Il Sole 24 Ore di Loredana Oliva Enrico Decleva Presidente della Conferenza dei Rettori, e Rettore dell'Università Statale di Milano Quanti soldi sono stati investiti nella riforma universitaria? Un taglio del 20% in tre anni, del fondo di finanziamento ordinario. (Stazionario dal 2005, vale oggi 7 miliardi di euro ndr.) Quali sono i punti di forza del Decreto Gelmini? Difficile dirlo, ci possono essere delle cose interessanti, ma non vi è alcuna praticabilità, sono state tolte le risorse. Così non se ne esce. E sul riordino degli Atenei, la valorizzazione degli atenei virtuosi? Sì, la legge vieta di impiegare più del 90% delle risorse degli atenei per pagare gli stipendi. Ma gli atenei riceveranno meno soldi, come faranno a pagare i dipendenti che già hanno assunto in passato? Però sarà attribuito un 7% in più di finanziamenti per quelle università con una migliore offerta formativa, per la qualità della ricerca scientifica, l'efficienza delle sedi didattiche. Chi valuterà tutto questo? Un'agenzia esterna? Lo farà il Miur, applicando i criteri che ha stabilito. Non abbiamo ancora un'agenzia di valutazione attiva in Italia, come l'Aeres in Francia. So che si sta lavorando per rendere efficace l'Anvur, che è nata col ministro Mussi, si è arenata per vari motivi, ma abbiamo bisogno che funzioni per avere voce in Europa sulla valutazione universitaria. Quali sono i vantaggi della riforma per gli studenti, per la loro condizione di vita? La riforma parla anche di riconoscimento del merito? Come sarà realizzato? Se le risorse rimangono le stesse sarà difficile, manca una politica progettuale in questo senso. La qualità dei nostri laureati e dei nostri ricercatori è altissima, non abbiamo nulla da invidiare ai francesi, per esempio, però i nostri migliori ricercatori affollano proprio i laboratori di ricerca degli istituti francesi. E' la vecchia storia della fuga dei cervelli. Non abbiamo le risorse per trattenerli. Dei soldi sono stati stanziati per l'edilizia universitaria e per le borse di studio: 65milioni di euro, che aumenteranno di 1700 posti letto, le possibilità di alloggio per gli studenti. L'indagine Eurostudent dice che solo l'1,5% degli studenti italiani abita nelle residenze universitarie. Che ne pensa? E' sempre un problema di destinazioni delle risorse, bisogna progettare dove fare le residenze, in che modo, le università devono avere voce in capitolo su questo argomento. E il fatto di far partecipare i privati e consentire alle università di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato? Ci sono molti progetti negli Atenei finanziati da privati, nel campo scientifici e tecnologico, nei Politecnici soprattutto. Ma è una cosa diversa, le aziende investono se hanno un vantaggio. In questa situazione dovrebbero fare beneficenza all'università pubblica. Non credo che lo faranno. E' una situazione così nera, non ci sono vie di uscita? Ci sarebbero, se il governo ritornasse indietro sui tagli, se ci restituissero almeno i 700milioni di euro che ci hanno tolto. E poi si dovrebbe creare una Governance più funzionale per l'uso di tutto le risorse, garantendo un ricambio generazionale nell'Università. Il nostro sistema per il momento è bloccato, siamo fuori dal mercato internazionale universitario. |
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