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Il nuovo Disegno di Legge su ''governance'' degli Atenei fa discutere PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 21 Maggio 2009 18:10
governanceLa proposta per il nuovo disegno di legge sulla 'governance' degli Atenei e sul reclutamento della docenza universitaria non convince. L’Andu, Associazione Nazionale Docenti Universitari è stata la prima a criticare severamente tale proposta

Fonte: Votailprof.it

La proposta per il nuovo disegno di legge sulla 'governance' degli Atenei e sul 
reclutamento della docenza universitaria non convince. A pensarla così è anche Paolo Bertinetti, preside della facoltà di Lingue presso l’Università di Torino. Il professore, inoltre, sostiene che l’attuazione della legge decreterà la fine della liberta università e concederà il potere in mano a pochi.

Ma, facciamo qualche passo indietro. Il 2008, per la scuola e l’università, è stato un anno di proteste, in particolare contro i tagli operati dal ministro Tremonti. Per la prima volta, studenti e insegnanti si sono ritrovati insieme nelle piazze italiane per ribellarsi a riforme incongruenti che ritenevano fossero soltanto delle manovre economiche più che dei miglioramenti per la scuola; come invece sosteneva e sostiene il ministro Mariastella Gelmini.

Tutte queste sommosse hanno annunciato quasi un nuovo sessantotto. Invece, le acque si sono calmate quando all’inizio del 2009 è giunto un disegno di legge sull’università, per dimostrare che il governo non pensava solo a tagliare i fondi. Successivamente, con l’arrivo della primavera il ministro Gelmini ha annunciato in tv il varo della riforma. Ma, qualche giorno dopo, “altra clamorosa anomalia” , cosi definita dal prof. Paolo Bertinetti, è comparso, infatti, un testo che riscriveva il disegno di legge. L’Andu, Associazione Nazionale Docenti Universitari è stata la prima a criticare severamente tale proposta, si legge, infatti, nel loro forum: “L'obiettivo di questo progetto accademico-confindustriale è quello di concentrare il potere di gestione delle risorse pubbliche, delle carriere dei docenti e delle scelte per il reclutamento e nelle mani di potenti oligarchie. A livello nazionale attraverso l'ANVUR e il Ministero, a livello locale attraverso il rettore-dittatore elettivo (forse elettivo). Un disegno antidemocratico e incostituzionale, che abolisce di fatto ogni forma di autonomia del Sistema nazionale delle Università e dei singoli Atenei e cancella l'autonomia della comunità accademica nelle scelte riguardanti i docenti, con conseguenze devastanti sulla libertà d’insegnamento e di ricerca e gli sviluppi della conoscenza.” .

L’accusa principale che l’Andu ha rivolto alla proposta del governo riguarda la ''privatizzazione'' dell’Università. Inoltre, argomento che da mesi ha in gran parte bloccato anche l’università francese, con scioperi, cortei, occupazioni da parte di professori e studenti, inducendo il Presidente e il ministro francese a rivedere la loro posizione. Invece: “in Italia i rettori tacciono o approvano, un po’ per non inimicarsi il ministro, un po’ perché il disegno di legge prevede più potere per loro” ha ribadito il preside di Torino. Inoltre la riforma stravolge nuovamente l’università, costringendola a unificare i corsi di laurea triennale e specialistica. Cambiamenti e modifiche che sicuramente non gioveranno all’università italiana, rendendola ancora più ridicola nei confronti dell’Europa.
 

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