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Terremoto in Abruzzo, ora si vuole conoscere la verita' PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 30 Aprile 2009 19:12
veritàSale il numero dei comitati di genitori e studenti nati per conoscere la verita' sulle cause della morte sotto le macerie di tanti giovani universitari. Si uniscono anche i docenti universitari che piangono i loro studenti

Fonte: Unimagazine.it

Il comitato per ''l'accertamento della verita' relativamente agli studenti universitari scomparsi nel terremoto dell'Aquila 6 aprile 2009'' ha una particolarita' in piu': la presenza dei docenti universitari che piangono i loro studenti e che per questo chiedono giustizia alla stessa stregua di genitori e giovani compagni di studi. L'iniziativa e' stata presentata dal presidente del corso di laurea in scienze dell'investigazione, Francesco Sidoti, e da Carmelo Lavorino. Al comitato hanno aderito anche molti studenti, investigatori, giornalisti, ingegneri, avvocati e specialisti del settore.

Sono tre i ragazzi scomparsi nella facolta' di scienze della formazione: due del corso di laurea in scienze della educazione e formazione ed uno in scienze della investigazione. Si annuncia determinata l'azione di questo comitato che, come ha sottolineato Sidoti, vuole vigilare e fare da pungolo all'inchiesta. ''Gli studenti universitari morti durante il terremoto sono venuti a prepararsi per la vita e invece hanno trovato la morte - ha continuato Sidoti-la loro morte e' stata causata da colpe, da dolo, dalle circostanze, da un sistema perverso e maledetto composto da interessi di diverso tipo, da ritardi, da strafottenze, da leggerezze e da incompetenze. Le colpe e il dolo devono essere individuati, senza i soliti scaricabarili''. Tra gli obiettivi principali c'e' la costituzione di parte civile ''in modo da poter contribuire anche processualmente all'accertamento della verita' e delle responsabilita'''.

Il gruppo di giovani intervenuto alla conferenza stampa e' apparso ancora molto scosso dalla scomparsa di amici e colleghi di studio: ''Non si puo' morire sotto le macerie di case non sicure e dopo la denuncia da parte di molti ragazzi per le insufficienti condizioni di sicurezza''. Obiettivo strategico del Comitato e' collaborare con la magistratura e le forze dell'ordine fornendo spunti, contributi, indicazioni, dati e considerazioni anche tramite una opera di analisi, di acquisizione dati, di monitoraggio e di osservatorio di alta qualita' che diventi una piattaforma che contribuisca alla propulsione di un'attivita' investigativa. ''Ci impegniamo - ha proseguito Sidoti - perche' nel terremoto non rimanga in piedi, saldo, attivo, costruttivo, un modo deleterio e criminale di gestire i poteri pubblici''. Nei prossimi giorni sono previste altre costituzioni di comitati e riunioni dei numerosi gia' fondati. Sulla loro funzione, si e' espresso l'avvocato Marino Marini, legale della famiglia del giovane Alessio Di Simone, uno degli otto morti nella casa dello studente. Marini ha presentato una denuncia querela da parte della famiglia Di Simone. ''Il comitato - ha spiegato - dovra' servire a un'azione di coordinamento e non far parlare singolarmente gli avvocati. Agiremo tutti insieme''.
 

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