| Antitrust, indagine sul costo dei bollettini postali: «Abuso di posizione dominante» |
| Attualità |
| Giovedì 30 Aprile 2009 20:10 |
Lo rileva l'Autorità garante della concorrenza e del mercato comunicando di aver avviato una istruttoria «su Poste per possibile abuso di posizione dominante nei servizi di incasso e pagamento»Fonte: Il Messaggero Poste Italiane ha una posizione dominante nel mercato dei servizi di pagamento per la quale è «in grado di applicare condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose agli utenti postali che devono pagare i bollettini postali, scaricando su di loro commissioni relative a servizi resi ai beneficiari dei pagamenti quali la rendicontazione». Lo rileva l'Autorità garante della concorrenza e del mercato comunicando di aver avviato una istruttoria «su Poste per possibile abuso di posizione dominante nei servizi di incasso e pagamento». Poste, secondo l'Antitrust, detiene nel mercato dei servizi di incasso-pagamento sostituti dei bollettini postali, quindi comprensivo oltre che dei bollettini postali anche del Mav e dei bollettini bancari "freccia", una quota di circa il 90%, quota che resta comunque superiore al 50-55% anche se si considerano i servizi di incasso-pagamento ricorrenti (RID). A giudizio dell'Antitrust, Poste sarebbe quindi in grado di applicare condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose agli utenti finali che devono pagare i bollettini postali, scaricando su di loro commissioni relative a servizi resi ai beneficiari dei pagamenti quali la rendicontazione: per chi incassa, come le aziende erogatrici di servizi come luce, acqua e gas, Poste Italiane prevede l'applicazione di commissioni di incasso anche nulle, facendo invece gravare su chi effettua il versamento una commissione di pagamento pari ad 1,10 euro a bollettino (nel caso di pagamento allo sportello). A queste condizioni i soggetti che devono incassare sono disincentivati dal ricercare strumenti alternativi. Inoltre il potere di Poste Italiane di determinare gli standard del bollettino postale, escludendone l'interoperabilità al di fuori della rete postale, ostacola lo sviluppo di modalità di pagamento alternative offerte da altri operatori: la mancata indicazione dell'IBAN sul bollettino postale, espressamente esclusa da Poste Italiane, non permette, ad esempio, modalità di versamento sul conto corrente postale del beneficiario, attraverso il sistema interbancario, a condizioni meno onerose per l'utente. L'associazione di consumatori Adusbef giudica «tempestiva ed appropriata l'istruttoria avviata dall'Antitrust» sui bollettini postali. «Ora - scrive in una nota Elio Lannutti - l'Antitrust accerti anche l'abuso di posizione dominante nel settore del recapito della corrispondenza e dei pacchi, la cui qualità dei servizi perfino delle raccomandate e delle assicurate, deteriora ogni giorno penalizzando notevolmente i cittadini, dove in alcune realtà il postino non bussa più neanche una volta a settimana». |
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