Progetto Axìa: un milione di euro per lo sviluppo sostenibile in campo alimentare
Attualità
Lunedì 27 Aprile 2009 19:51
nestleMettere insieme il mondo delle imprese e quello dell'università per generare «valore», inteso soprattutto come sviluppo sostenibile in campo alimentare

Fonte: Il Sole 24 Ore
di Eugenio Bruno

È l'obiettivo alla base del progetto Axìa (dal greco valore), ideato dal Gruppo Nestlè e dalla Conferenza dei rettori italiani (Crui) e presentato oggi a Roma. Con un finanziamento da un milione di euro il colosso svizzero garantirà la realizzazione, da parte di alcuni atenei italiani, di quattro ricerche dai seguenti titoli: «nuovi materiali polimerici per l'imballaggio rigido e flessibile di alimenti»; «i principi della sostenibilità: dai valori dichiarati ai comportamenti di consumo alimentare»; «la reputazione dei cibi nei processi di decisione di consumo alimentare»; «verso l'individuazione di indicatori precoci nello stress idrico: sviluppo di metodi innovativi di telerilevamento iperspettrale da aereo».

L'idea. Avviata nell'estate 2008 l'iniziativa di Nestlè e Crui ha visto la partecipazione di 31 università e circa 500 tra docenti, ricercatori, dottorandi e assegnisti. Tre le tracce che gli atenei potevano approfondire: alimentazione, sostenibilità, multiculturalità. Il settore più gettonato è stato il primo con 71 progetti presentati; fermi a quota 23 gli altri due comparti. Delle 117 idee avanzate nel complesso ne sono state poi selezionate quattro che verranno ora finanziate con il sostegno di Nestlè. A spiegare la ratio delle scelte effettuate dalla società elvetica è il Capo mercato per l'Italia, Manuel Andrés: «Si tratta di argomenti coerenti con le priorità del gruppo in area scientifica e di creazione di valore condiviso, i cui risultati – ha aggiunto - saranno visibili e diventeranno patrimonio collettivo nel prossimo biennio».

I progetti. Tre dei quattro progetti avranno durata biennale. Fa eccezione quello sull'individuazione degli indicatori di stress idrico che durerà 12 mesi. Coordinato da Roberto Colombo, ricercatore di geofisica della terra solida all'università Bicocca di Milano (che si avvarrà del contributo dell'ateneo di Firenze e della "Federico II" di Napoli), il programma punta a permettere il monitoraggio dall'alto, prima dall'aereo e poi anche da satellite, dei terreni coltivati in modo da capire quali sono in sofferenza e quali no.

Dei tre restanti, due riguarderanno i meccanismi comunicativi. Il primo, affidato a Mirilia Bonnes, ordinario di psicologia ambientale alla Sapienza di Roma, vuole sondare quanto pesa la sostenibilità nei criteri di scelta che guidano i consumatori; l'altro, sotto la responsabilità di Aurelio Angelini, associato di sociologia dell'ambiente e del territorio a Palermo (con cui collaboreranno anche lo Iulm milanese e le università di Catania, Milano e Pavia), intende scandagliare il peso dei media nelle abitudini alimentari della popolazione.

Chiude il cerchio il progetto di cui si occuperà Odda Ruiz De Ballesteros, ricercatore di chimica industriale alla "Federico II" di Napoli, e che elaborerà un nuovo sistema di imballaggio per i prodotti alimentari, tale da ritardarne il processo di maturazione a allungarne, dunque, la durata.
 

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