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Borse di studio tassate, scioperi e cortei e alla Camera arriva lo stop alla norma
Attualità
Martedì 17 Aprile 2012

Borse di studio tassate, scioperi e cortei e alla Camera arriva lo stop alla normaCancellata in commissione la parte del Dl fiscale che istituiva il prelievo del 20% sulle somme oltre gli 11.500 euro. La decisione nel giorno in cui in tutta Italia migliaia di specializzandi e corsisti sono scesi in piazza con manifestazioni e proteste

Fonte: la Repubblica

La commissione Finanze della Camera ha approvato all'unanimità un emendamento al decreto legge sulla semplificazione fiscale che cancella la tassazione Irpef sulle borse di studio dei medici specializzandi. La misura era stata introdotta in Senato e prevedeva un prelievo del 20% sulle borse di studio per le somme eccedenti gli 11.500 euro. La decisione in Commissione arriva nel giorno in cui la protesta degli specializzandi di medicina raggiunge l'apice.

Da Torino a Bari, infatti, in tutta Italia ci sono stati oggi (e molti sono in programma per i prossimi giorni) manifestazioni, scioperi, siti in e cortei contro la tassazione delle borse di studio. La norma contenuta nel Dl approvato il 2 marzo equiparava i redditi da borsa di studio a quelli da lavoro dipendente e dunque disponeva su di essi una tassazione per la parte eccedente gli 11mila e 500 euro annui.

A Torino alcune centinaia di specializzandi in medicina hanno esposto le proprie ragioni direttamente al ministro della Salute, Renato Balduzzi, in città per un convegno sulla medicina d'emergenza: "Riteniamo che la nostra posizione professionale sia già gravata da numerosi problemi di carattere formativo e professionalizzante a cui si aggiungono considerevoli oneri finanziari sia fiscali sia formativi - hanno sottolineato gli specializzanti - e non possiamo accettare ulteriori aggravi fiscali. Per questo auspichiamo che sia trovata una congrua soluzione sui tavoli istituzionali competenti e che le norme contenute nel decreto siano rimosse". Balduzzi ha detto che il ministero è pronto ad ascoltare le istanze di chi protesta.

A Bologna la protesta è diventata un corteo contro la decisione del governo Monti. A Bari è stata proclamata l'astensione dalla prestazioni per tre giorni, mettendo a rischio l'assistenza al Policlinico. Scioperi negli ospedali anche a Firenze, mentre a Milano sono stati promossi presidi e iniziative in strada, davanti al tribunale e poi in piazza Cavour, per sensibilizzare l'opinione pubblica. "Assumi uno specializzando", recita uno dei volantini distribuiti dai giovani medici milanesi in camice sotto la pioggia sottile. "Per soli 5,6 euro l'ora lo specializzando segue ambulatori", garantisce "60 ore di lavoro alle settimana, 250 lettere di dimissioni all'anno, 75 turni di guardia all'anno, fa ricerca (nel tempo libero), assistenza sanitaria continua, partecipa ai congressi (a spese sue), risponde al telefono. Non ci stiamo!". Manifestazioni e proteste, fra le altre città, anche a Cagliari, Sassari, Pavia e Padova.

Ordini in campo - Sulla polemica sono intervenuti anche le associazioni di categoria e numerosi esponenti della politica nazionale e locale e parlamentari di tutti i gruppi. A Roma si è schierato con chi protesta l'Ordine provinciale dei medici-chirurghi e odontoiatri di Roma, ricordando che la tassa sulle borse di studio "interesserebbe borsisti, assegnisti, specializzandi, dottorandi, con un aggravio medio di circa 180-200 euro mensili sulla busta paga". L'Ordine condivide dunque le motivazioni alla base delle due giornate di astensione - oggi e domani - dalle attività assistenziali e di ricerca proclamate dal Segretariato italiano giovani medici (Sigm) e dalla Confederazione nazionale degli specializzandi (Federspecializzandi).

Le reazioni della politica - Il provvedimento in via di approvazione è contestato da destra e da sinistra.
"Trovo inaccettabile che ci si accanisca sulle borse di studio - ha detto Nichi Vendola, leader di Sel - : è  insopportabile che questo governo di tecnici utilizzi in modo propagandistico la parola giovane quando poi nella realtà i giovani sono continuamente bastonati dai suoi provvedimenti. Il governo si muova e il Parlamento dia subito un segnale di ragionevolezza e di equità cancellando questa norma stolta". Secondo il senatore Ignazio Marino, Pd, la tassa "incentiva la fuga all'estero dei nostri talenti migliori, stremati da un paese che non li valorizza". Dal Pd era stato chiesto il passo indietro anche dall'ex ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni.

Gelmini: "Una follia" - La modifica del provvedimento era stata sollecitata da Giorgia Meloni (Pdl), ex ministro delle politiche giovanili: "La Camera deve intervenire - dice Meloni - ; la norma non risponde né al principio di equità sociale che deve ispirare l'azione di governo, né favorisce la valorizzazione dei giovani e il ricambio generazionale. Invece penalizza la categoria dei medici specializzandi e i dottorandi che di sacrifici già ne fanno abbastanza". Duro anche il commento di Mariastella Gelmini, ex ministro Pdl dell'istruzione, che chiede la cancellazione della tassa sulle borse di studio, definendola "una vera e propria follia contro il merito e contro chi fa già enormi sacrifici".

Appello a Napolitano - Le organizzazioni che hanno promosso la protesta hanno scritto anche al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: la tassazione delle borse di studio, si legge nell'appello, andrà "a colpire direttamente i giovani che attraverso il loro lavoro, il loro studio e la loro ricerca, quotidianamente contribuiscono alla crescita del  nostro paese". La lettera è stata inviata anche al premier Mario Monti, ai ministri Balduzzi (sanità) e Profumo (istruzione) e ai presidenti di Camera e Senato.

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