Banner

Iscrizione Newsletter

Per ricevere periodicamente la nostra newsletter iscriviti inserendo il tuo indirizzo e-mail. Attenzione: il servizio è attivo solo per le caselle @campus.rieti.it rilasciate con la University Card.


Dopo terremoto - La ripresa a fatica: L’Aquila ancora una città bloccata PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 21 Aprile 2009 17:41
laureaintendaI mille problemi dell'Università, dai fuorisede a chi non vuole mollare

Fonte: Primadanoi.it

Cosa ne sarà dell’Università dell’Aquila? Se il rettore Ferdinando Di Orio pensa alla riattivazione istantanea dei corsi, l’Unione degli Universitari pensa a qualcosa di più concreto: la casa per gli studenti fuori sede e tutti i provvedimenti necessari per fare in modo che il polo studentesco non scompaia.
La casa dello studente è venuta giù, trascinandosi dietro dolore e morti. Nemmeno i residenti hanno più una casa, figurarsi cosa spetterà a chi in città ci viveva solo per studiare.
Luca Santilli a nome dell’Unione degli Universitari assicura la volontà di concentrare tutti gli sforzi possibili per far ripartire l’Ateneo e con essa l'intera città.
Si pensa, prima di tutto, a chi è a un passo dalla laurea: «è necessario dare la possibilità di terminare gli studi a L’Aquila». L’Unione respinge tutte le soluzioni ventilate nei giorni scorsi di una “deportazione” di massa degli ragazzi in altre sedi universitarie.
«Speriamo che i tempi della ricostruzione siano brevi», dice Santilli, «è indispensabile individuare tutte le strutture agibili nell'ambito del territorio cittadino per allocarvi le sedi delle facoltà dell'ateneo aquilano, evitando che le stesse vengano dislocate in luoghi diversi dalla città».
Gli studenti chiedono che la Reiss Romoli, per esempio, così come la Scuola della Guardia di Finanza siano messe a disposizione immediatamente.
«Sono indispensabili provvedimenti urgenti da parte dell’Università e del Ministero affinché agli studenti siano attribuite le frequenze dei corsi del secondo semestre, soprattutto quelle obbligatorie», continua Santilli.
I primi segnali di ripresa ci sono già, con lo svolgimento delle sedute di laurea e degli esami già programmati.
Ma è necessario fare di più, lo dicono tutti: «la sessione d’esame deve essere aperta da subito, a oltranza; è necessario superare tutte le limitazioni, sospendendo formalità quali le propedeuticità tra gli esami».
L’Unione degli universitari chiede anche che questo anno accademico non venga conteggiato nella carriera degli studenti, soprattutto in riferimento ai criteri per l'assegnazione delle borse di studio.
«E’ necessario che la Regione approvi immediatamente un piano per garantire da subito trasporti gratuiti, su gomma e su rotaia, da e verso L'Aquila per tutti gli studenti iscritti all’Ateneo, per permettere ai fuori sede di raggiungere la città in vista delle sedute di laurea, per poter sostenere gli esami. Ma un piano di trasporti deve essere attuato anche all’interno della città, per consentire spostamenti gratuiti anche alle migliaia di studenti che si trovano nelle tendopoli».
I ragazzi chiedono anche che la contribuzione studentesca venga azzerata, sia nell’immediato con l’annullamento della seconda rata, sia garantendo l’iscrizione gratuita per il prossimo anno accademico.
Ma per questo il Governo dovrebbe impegnarsi a stanziare ingenti risorse da destinare all’Ateneo, per consentirne la sua ricostruzione, prevedendo che l'assegnazione del fondo di finanziamento ordinario sia svincolato dai parametri stabiliti.
«L'Unione degli Universitari», chiude Santilli, «non accetterà mai di perdere ciò che è sempre stato il motore vivo della città dell'Aquila. La rinascita della città sono strettamente connessi alla prosecuzione dell'attività dell'Università».

LE PRIME LAUREE DOPO LA TRAGEDIA
E ieri L'Aquila ha provato a ricominciare il suo cammino dopo il terremoto anche dall'università. 27 giovani si sono laureati in fisioterapia.
Si tratta delle prime lauree che vengono conferite dopo la tragedia del sisma. La cerimonia si è svolta nei pressi dello stabile che ospita la facoltà di Medicina, all'interno di una tenda della Protezione civile, al polo didattico di Coppito.
Il primo a laurearsi è stato Tonino Baliva, un giovane di Celano, di 27 anni, il quale ha discusso una tesi su un paziente affetto da ictus.
Un boato seguito da un lungo applauso ha accolto il suo 110 e lode.
Momento toccante della cerimonia il conferimento della laurea alla memoria a Lorenzo Cinì, giovane di 23 anni di Sant'Omero (Teramo), morto nel crollo di una abitazione all'Aquila il 6 aprile scorso. Lo ha deciso il Senato accademico dell'università dopo una seduta straordinaria. «Era un ragazzo squisito, sportivo, aperto, amato da tutti - ha detto Franco Cinì, padre di Lorenzo -. Quello di oggi per lui sarebbe stato un giorno particolare perché avrebbe coronato i suoi sogni. Ce lo hanno spezzato».
A ricordare Lorenzo molti dei suoi compagni di studio, come Marco, di Avezzano: «Non c'é l'atmosfera di festa - ha detto - ma la laurea deve essere un segno di ripresa».
All'evento non è mancato il rettore dell'università dell'Aquila, Ferdinando Di Orio. «Se le istituzioni daranno ascolto alle nostre richieste e agevoleranno i nostri percorsi formativi, spero che questa università possa riprendere quanto prima il suo passo».


 

© 2008-2011 Sabina Universitas - Polo Universitario di Rieti S.C.p.A.
P.I. 00982440570 - Tutti i diritti riservati.