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Macchine di ingegneria genetica, anche l’Italia in gara al Mit di Boston PDF Stampa E-mail
Attualità
Venerdì 17 Aprile 2009 17:44
igem120 team di scienziati e studenti si sfideranno nei prossimi mesi su uno dei temi più affascinanti della scienza del futuro, la biologia sintetica

Fonte: Panorama
di Maria Zuppello

C’è anche l’Italia con l’Università di Bologna nella lista dei paesi in gara per il più prestigioso concorso al mondo di biologia sintetica, l’International Genetically Engineered Machine competition  organizzato nientedimeno da quel tempio della scienza che è il Mit di Boston. 120 team di scienziati e studenti, proprio in questi giorni la lista è stata chiusa, si sfideranno nei prossimi mesi su uno dei temi più affascinanti della scienza del futuro, la biologia sintetica, appunto. Un mix di scienza e ingegneria che ha due obiettivi: progettare e fabbricare componenti e sistemi biologici non ancora esistenti in natura oppure riprogettare e produrre sistemi biologici già presenti in natura. Per fare qualche esempio concreto, con la biologia sintetica si possono produrre farmaci di ultima generazione in grado di curare in modo mirato malattie resistenti ma allo stesso tempo, ed è l’altra faccia della medaglia, si possono addirittura ridisegnare patogeni potentissimi come ad esempio il vaiolo.
“Questo concorso così prestigioso- spiega a Panorama.it il Silvio Cavalcanti, professore di bioingegneria elettronica e informatica all’Università di Bologna nonché responsabile del team selezionato per il concorso - è importantissima per i ricercatori e gli studenti italiani per confrontarsi a livello internazionale su una disciplina nuovissima, affrontando con uno spirito di squadra anche le implicazioni etiche che essa inevitabilmente comporta.”
In cosa consisterà allora il lavoro dei futuri Craig Venter? Produrre una macchina genetica. Una struttura ingegneristica fatta non di ferro e mattoni, come li immaginiamo noi, ma di biobricks, mattoncini della vita, autentici organismi biologici le cui combinazioni possono portare a risultati utilissimi anche per la vita quotidiana-
Tutti i progetti in gara, compreso quello degli italiani, sono top secret come da regolamento. Ma c’è da ben sperare. Nelle precedenti edizioni, infatti, con questo tipo di macchine della vita si è prodotto in vitro betacarotene, fondamentale per prevenire la cecità nei paesi in via di sviluppo o lattasi, un enzima chiave per chi è allergico al lattosio.
 

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