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| Per curare i tumori prima e meglio, “caccia” alle cellule circolanti |
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| Attualità |
| Venerdì 17 Aprile 2009 17:38 |
Un ponte fra scienziati e clinici per accelerare il processo di traslazione delle scoperte fatte in laboratorio e dirette a immediati benefici clinici per i pazienti oncologiciFonte: Il Messaggero E' questa la linea di ricerca approfondita nel corso di un convegno organizzato a Tivoli dal dottor Franco Spremberg (responsabile del reparto di oncologia del locale ospedale) con i colleghi dell’Oncologia medica (professor Giuseppe Naso e professor Enrico Cortese) e del laboratorio di Oncologia molecolare del Dipartimento di Medicina Sperimentale (Professoressa Paola Gazzaniga) della Sapienza Università di Roma. Il progetto di ricerca è nato proprio alla Sapienza dove da oltre due anni i professori Cortese, Gazzaniga e Naso stanno lavorando per dare speranze ai malati di cancro. Lo studio si è dedicato alle cellule tumorali circolanti, che rappresentano un fattore fondamentale per la progressione tumorale, e al ruolo delle cellule staminali tumorali. «La ricerca rappresenta un tema decisamente innovativo nella strategia di lotta al tumore in quanto consente di monitorare in tempo reale la risposta delle cellule tumorali alla terapia antiblastica – ha detto durante il convegno il dottor Spremberg che collabora con La Sapienza e con le dottoresse Elena Chiapparino e Rosa Saltarelli di Tivoli - e nello stesso tempo valutare anche i meccanismi di resistenza messi in atto dalle stesse cellule. La finalità è quella di evitare l’uso di terapie inappropriate, ridurre drasticamente gli effetti collaterali della chemioterapia, consentire un notevole risparmio economico e permettere anche la valutazione di ripresa di malattia prima che essa sia individuabile con indagini radiologiche quali Tac e Rmn». I risultati preliminari sono molto positivi e se lo studio verrà confermato da ulteriori accertamenti, i malati di cancro potranno avere in futuro una terapia sempre più mirata. La ricerca, infatti, ha studiato la chemiosensibilità delle cellule circolanti in relazione all'evoluzione della malattia. Nel 98 per cento dei casi, le cellule circolanti resistenti o sensibili alla chemioterapia hanno avuto conferme nell'evoluzione della malattia e questo significa che fin dall'inizio del trattamento, l'oncologo e il paziente sanno a quale medicinale risponde nella maniera migliore senza perdere tempo e iniziare da subito la terapia più adatta. Nel corso del convegno è stata anche dibattuta quella che rappresenta la frontiera dei nuovi studi sulle cellule staminali tumorali, particolarmente nel cancro della mammella, al cui progetto stanno lavorando la Sapienza Università di Roma e l'Oncologia medica dell’Ospedale di Tivoli. Il convegno ha rappresentato anche un esempio di come istituzioni diverse, quali il Ministero dei Beni Culturali, la Soprintendenza Beni Architettonici per Villa D’Este (il sottosegratrio Francesco Maria Giro ha inviato anche un messaggio di saluto). l'Università e la Asl tiburtina. possano collaborare al fine di ottimizzare le risorse umane ed economiche per la lotta ai tumori. Durante la presentazione della ricerca sono intervenuti esperti dei principali centri laziali di ricerca e cura delle malattie tumorali come le università Campus Biomedico, La Sapienza, ospedale Sant’Andrea, Istituto Regina Elena e la Asl di Frosinone. |
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