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In funzione il cuore che non batte, diventa anche un film PDF Stampa E-mail
Attualità
Mercoledì 08 Febbraio 2012

In funzione il cuore che non batte, diventa anche un filmIl battito del cuore nell’immaginario collettivo è il segno della vita, ma in realtà non è indispensabile

Fonte: Il Messaggero
di Marco Giovannelli

Un “cuore che non batte” o un paziente “senza polso” sono la realtà e il futuro della cardiochirurgia. Lo hanno dimostrato due medici del Texas Hearth Institute, che lo scorso marzo hanno fatto sopravvivere un uomo per un mese con un dispositivo che funziona in continuo, ovvero un cuore artificiale senza battito. Ma è anche la realtà dell’ospedale romano San Camillo dove due anni fa è stata impiantata da Francesco Musumeci, primario cardiochirurgo, una doppia turbina.

Pazienti senza polso al San Camillo di Roma. «Abbiamo già eseguito diversi casi di impianto di una doppia pompa a sostengo della parte destra e sinistra del cuore - spiega il cardiochirurgo italiano - lasciando il cuore in sito. In questo tipo di assistenza meccanica i pazienti non hanno polso perché hanno nel torace una doppia turbina o centrifuga con un sistema a flusso continuo. Le dimensioni di questi apparecchi sono ridotti rispetto a un cuore artificiale pneumatico cioè pulsatile, consumano anche meno energia e quindi hanno maggiore durata, sfruttano anche una tecnologia più semplice con una usura minima».

La storia di Craig Lewis, l’uomo con il cuore che non batte. La storia americana risalente allo scorso marzo ed è stata raccontata in un cortometraggio del regista Jeremiah Zagar. Il primo uomo a ricevere questo tipo di cuore si chiama Craig Lewis, ha 55 anni ed è affetto da amiloidosi, una malattia che colpisce diversi organi. Il prototipo che gli è stato impiantato è frutto di 8 anni di ricerca, ed è stato testato prima su alcuni vitelli. Il sistema è formato da due pompe centrifughe che garantiscono il movimento del sangue senza fermarsi: «Se si appoggia lo stetoscopio sul petto non si sente il battito, ma solo un ronzio - spiegano Billy Cohn e Bud Frazier - e se si cercano le pulsazioni non si trovano e l’ecg risulta piatto. Ma questo tipo di dispositivo dura più a lungo e dà meno problemi, perché è molto più semplice».

Il futuro. «Il futuro è questo - sostiene il professor Musumeci - perché c’è sempre carenza di organi impiantabili e la tecnologia ci porta ad apparecchiature sempre più piccole, durature e affidabili». «L’unico motivo per cui il cuore deve battere è per le caratteristiche dei tessuti - dicono Billy Cohn e Bud Frazier -. Il battito è necessario perché il cuore si nutre nell’intervallo, ma a parte questo agli altri organi non interessa molto»

Heart Stop Beating | Jeremiah Zagar from Focus Forward Films on Vimeo.

 

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