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Lettera aperta: Non vogliamo il posto fisso, vogliamo le opportunità che ci vengono negate PDF Stampa E-mail
Attualità
Venerdì 03 Febbraio 2012

Lettera aperta: Non vogliamo il posto fisso, vogliamo le opportunità che ci vengono negateRiceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Agatino Lanzafame, giovane laureato e dottorando in Diritto Costituzionale

Fonte: ViviAteneo.it
di Agatino Lanzafame

Lettera al Presidente Monti.

Il Presidente del Consiglio Mario Monti, ripercorrendo la scia del giovane Viceministro Martone ha utilizzato un’espressione alquanto inopportuna per invitare i giovani di oggi ad abbandonare l’idea del “posto fisso” come prospettiva di vita.

Al di là dell’espressione infelice, che cade come un macigno sulle vite di tanti giovani che non possono chiedere un mutuo per comprare casa o avviare un’attività perché non sono “abbastanza monotoni” per le banche, vorrei cercare di capire cosa il Presidente del Consiglio volesse realmente dire con la sua frase.

Probabilmente il Presidente Monti voleva invitare i giovani a non attendere un comodo posto dietro una qualsiasi scrivania, possibilmente pubblica, e ad investire invece la propria creatività e le proprie energie in una attività imprenditoriale.

Probabilmente il Presidente Monti voleva chiedere ai giovani di investire il loro tempo nell’istruzione di eccellenza e nella ricerca al fine di diventare appetibili per le grandi imprese Italiane e per le multinazionali che investono in Italia che farebbero a gara per godere anche solo per un breve lasso di tempo delle loro prestazioni.

Probabilmente il Presidente Monti voleva invitare i giovani a studiare ed investire le proprie competenze ed i propri risparmi nell’avviare una propria attività professionale (chi ha un padre avvocato solitamente non aspira al posto fisso, quindi sicuramente Monti non parlava a loro.)

Probabilmente, da giovane siciliano, ritengo che il Presidente Monti non abbia chiare le condizioni economiche e sociali in cui vivono i giovani d’oggi e le grandi povertà e difficoltà con i quali sono costretti a scontrarsi quotidianamente, specialmente al Sud.

Penso che migliaia di giovani siano disposti ad abbandonare la prospettiva del “posto fisso” che essi stessi ormai considerano un’utopia per dedicarsi all’attività di impresa. Ma purtroppo per far si che un giovane avvii attività di impresa al Sud non bastano le SRL da 1 euro. Un giovane che intende avviare attività di impresa al SUD sbatte contro tanti muri: le Banche che non concedono finanziamenti; i cavilli ed i costi della burocrazia, la Mafia che viene a chiederti il Pizzo, le pubbliche amministrazioni pagano con mesi di ritardo le imprese per i servizi di cui si avvalgono.

Penso anche che migliaia di giovani che hanno investito il proprio tempo per conseguire una laurea (magari a pieni voti e in tempo record, per far felice il Viceministro Martone) sarebbero ben felici di variare periodicamente datore di lavoro offrendo le proprie competenze a diverse imprese. Il problema è che non abbiamo questa opportunità. Perché le imprese non investono qui al Sud: sia per i motivi di cui sopra che per la mancanza di infrastrutture adeguate. Il Presidente Monti forse mi risponderà che è possibile fare ricerca all’interno dell’Università, ma penso che tantissimi giovani potrebbero rispondergli che l’università non investe più in ricerca, perché per le decisioni scellerate degli ultimi 20 anni di governo nazioanle non ci sono più risorse da investire.

Penso che ci sono tanti giovani che vorrebbero avviare uno studio professionale, ma i costri proibitivi legati all’avviamento, l’impossibilità di fare concorrenza ai grandi studi già avviati, la crisi che fa si che i clienti spesso non paghino i professionisti a cui si rivolgono, scoraggiano i giovani dal tentare questa prospettiva.

Signor Presidente penso che i giovani di oggi non vogliano il posto fisso ma piuttosto vogliano OPPORTUNITA’. Quelle opportunità che sono loro legate da troppo tempo. E non credo che aumentare la libertà per gli imprenditori di licenziare sia la soluzione per aumentare le opportunità. Le opportunità per i giovani si aumentano eliminando alla base i motivi che spingono le aziende a licenziare e a non investire. Dopo le liberalizzazioni e la lotta all’evasione, entrambi pilastri sacrosanti di questa prima fase di governo, è necessario che si investa sulle infrastrutture, sulla lotta alla burocrazia e agli sprechi di denaro pubblico, sulla ricerca, sulla lotta alla criminalità organizzata, sul sostegno alle imprese che investono nel meridione e che assumono giovani.

Signor Presidente c’è ancora tanto, troppo da fare. E’ questo che ci aspettiamo da lei, che si impegni per realizzare queste riforme, non che si lasci andare a espressioni superficiali e luoghi comuni, più adatte a certa “politica” che ad un Presidente del Consiglio autorevole.

 

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