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Novità per il tirocinio con il decreto “Cresci Italia” e i concorsi TFA PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 24 Gennaio 2012

Novità per il tirocinio con il decreto “Cresci Italia” e i concorsi TFA Sveltire i tempi e garantire massima professionalità. Ecco le ragioni che hanno portato il ministro dell’istruzione e il Presidente del Consiglio ad incorporare nel maxi decreto “cresci Italia” anche l’università, modificando la regolamentazione dei tirocini per l’accesso alle professioni

Fonte: Controcampus.it
di Maria Grazia Lisi

Dal testo si evince come la durata del tirocinio per l’accesso alle professioni regolamentate non potrà essere superiore ai 18 mesi, e per i primi sei potrà essere svolto durante il corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello, magistrale o specialistica. L’iter verrà disciplinato mediante apposite convenzioni quadro stipulate tra i Consigli Nazionali degli Ordini e il Ministro dell’Istruzione Profumo, università e ricerca. Unica eccezione per le professioni sanitarie, per le quali il tirocinio non prevede restrizioni di tempo.

Queste novità, entrate automaticamente in vigore con l’approvazione del decreto “Cresci Italia”, messo a punto allo scopo di inaugurare la seconda fase del governo Monti, all’insegna delle liberalizzazioni e più in generale della ripresa del Paese attraverso la crescita, ambiscono a diminuire i tempi per accedere alle professioni senza ledere la preparazione dei professionisti.

Un intervento mirato ai tirocini, che già dai primi dell’anno calamitano proteste e interesse, perché un nodo di fondo è anche quantificare, bilanciare l’opportunità alla necessità. Dilemma alla base della bufera scoppiata meno di un mese fa, quando è stato bloccato il decreto riguardante 23 mila tirocini abilitanti all’insegnamento.

I tfa, tirocini formativi attivi promossi dalle università, costituisco una risorsa per l’ingresso nel mondo del lavoro per i futuri insegnanti e, secondo quanto sostiene la Pubblica funzione, i 23 mila tirocini incorporati nel decreto collidono con il reale fabbisogno, costituendo quasi il triplo del necessario.

Nonostante ciò, il Ministro Profumo, afferma di deciso a voler andare incontro ai giovani offrendo loro la possibilità di diventare insegnanti, piuttosto che favorire i precari, in un’intervista rilasciata al Messaggero, promette che a ottobre si faranno i concorsi tfa per diventare docenti, il che sta a significare che a breve verranno avviati i tirocini.

Certo le modalità restano poco chiare e le proteste non si attenuano, nella speranza che le aspettative non vadano deluse.

L’insorgere delle difficoltà nel trovare un rimedio utile per i tirocini, le novità del decreto Monti e i rallentamenti per i tfa, rappresentano un ulteriore allarme tangibile dell’incomunicabilità tra le università e il mondo del lavoro.

 

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