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MegaUpload: è davvero tutto finito? PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 24 Gennaio 2012

MegaUpload: è davvero tutto finito?Facebook e Twitter invase da ironizzanti post di cordoglio non sono stati forse sufficienti a rendere l'idea di quale evento sia stato, a tutti gli effetti, la chiusura di MegaUpload

Fonte: ViviAteneo.it
di Livio Arcidiacono

Verrebbe quasi da dire “a tutti gli affetti”, se mi concedete il gioco di parole; perché di affezionati MegaUpload doveva averne molti per essere il più celebre sito di sharing, al 13° posto dei portali più cliccati sul web e catalizzatore, con i suoi 50 milioni di visitatori al giorno, del 5% del traffico complessivo della Rete.

Lascia dunque un immenso vuoto (che già molti concorrenti tentano di contendersi, senza contare che i rumors annunciano già un ritorno in grande stile), e questo “solo” per aver causato, a detta dei responsabili della sua chiusura FBI&co., qualcosa come mezzo miliardo di dollari di danno. E anche se adesso il suo fondatore Kim Schmitz (in arte Kim Dotcom) rischia 50 anni di carcere, supponiamo ne sia valsa la pena visto che sempre l'FBI ha sequestrato all'imprenditore tedesco decine di milioni di dollari in varie banche della Nuova Zelanda (dove Schmitz risiedeva) ed una grande quantità di beni, comprendenti 18 auto di lusso.
Il profitto generale del sito si aggirerebbe poi oltre i 175 milioni di dollari.

Ma, al di là della notizia in sé, sono come sempre le implicazioni ad essa correlate quelle che attirano maggiormente la nostra attenzione, quasi a voler dimostrare che il peso specifico di un simile moto tellurico informatico è ben distante dal rimanere una semplice notizia da copertina.
Il primo input lo fornisce direttamente la definizione del reato, che vede Schmitz e colleghi "responsabili di pirateria informatica massiccia su scala globale". Un azione legale senza precedenti, con le autorità impegnate nella titanica impresa di bloccare oltre 1.000 server fra tutte le aziende coinvolte (525 in Virginia, 630 nei Paesi Bassi più altri sparsi per il mondo) e che hanno arrestato quattro dei sette componenti della Megaupload S.p.A.
Come a voler dire: “ per un reato di pirateria di scala globale, ci vuole una retata di scala globale”.

Chi vuole vedere invece il lato reazionario della faccenda è stato prontamente accontentato dal collettivo Anonymous, un gruppo di hackers che hanno scatenato un contrattacco letale contro i siti justice.gov, universalmusic.com, riaa.com, copyright.com, rei di aver portato avanti l'azione legale contro MegaUpload e di aver tentato di censurare la libertà della rete. Dal loro canale Twitter (sempre protagonista a dimostrazione ultima dell'importanza del social), minuto dopo minuto, gli hacker hanno annunciato i siti che avrebbero colpito, che immediatamente dopo venivano oscurati accompagnati da vere e proprie parole di rivendicazione: "We are the voice of the voiceless. We are the hope for the hopeless. Expect us". Fra le vittime illustri anche i siti www.fbi.com e www.fbi.gov.

Ma forse la vera dimensione globale della faccenda ce la restituisce prima di tutto l'impatto stesso della rete alla notizia, forse mai così frenetica ed attiva, un continuo susseguirsi di esternazioni e commenti. E se la posizione del Ceo di Twitter Dick Costolo è rimasta moderata, le risposte alla chiusura di MegaUpload non si sono fatte attendere: Mozilla, TwitPic, Redhat ed il popolare blog BoingBoing dello scrittore Cory Doctorow si sono mobilitati. Persino la Casa Bianca, stretta tra l'indignazione del web e la morsa delle riforme proposte dal SOPA (Stop Online Piracy Act) e dal PIPA (Protect IP Act) ha rilasciato una dichiarazione piuttosto ambigua : «Sebbene riteniamo che la pirateria online sia una problema grave che necessiti di una seria risposta legislativa, non sosterremo leggi che riducono la libertà di espressione, aumentano il rischio in materia di cyber-sicurezza o minano il dinamismo e l’innovazione di internet a livello mondiale»

Alla luce di queste riflessioni possiamo anche considerare la vicenda di MegaUpload conclusa , ma ancora una volta la parola Fine sull'intera storia sembra destinata ad un capitolo ancora lontano.

 

 

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