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Le origini di Apple in un archivio segreto dell’Università di Stanford PDF Stampa E-mail
Attualità
Mercoledì 11 Gennaio 2012

Le origini di Apple in un archivio segreto dell’Università di StanfordLa storia di Apple in 180 metri di scaffali. Progetti, appunti, manuali utenti d’epoca, registrazioni audio e video, trascrizioni di discorsi di Steve Jobs, foto, gadgets, pubblicità

Fonte: Viviateneo.it
di Claudia Torrisi

Esiste un magazzino alla periferia di San Francisco dove questi documenti sono conservati e catalogati come reliquie, a temperatura controllata. Esiste, ma a nessuno è dato sapere dove si trovi con precisione.

Unico autorizzato ad accedere all’archivio è stato un giornalista di Ap Press, a patto di non rivelare informazioni sulla posizione dell’edificio. Si tratta di materiali raccolti per anni da Apple, probabilmente con l’intento iniziale di creare una sorta di museo interno all’azienda a Cupertino. L’idea fu, però, abbandonata nel 1997, anno di crisi della società, rischio di fallimento e del ritorno di Jobs.

Il tutto è stato, quindi, donato all’Università di Stanford, la stessa che fu teatro del famoso “Stay hungry, stay foolish”. Tra i reperti conservati in questo speciale archivio, anche numerosi dettagli e vere e proprie chicche riguardanti la storia della mela più famosa al mondo.

Come una registrazione audio in cui Jobs e Steve Wozniak raccontano come è stato scelto il nome Apple; o il documento di uno dei primi accordi per la cessione di un finanziamento di 5.000 dollari con beneficiari Jobs, Wozniak e anche Wayne, il terzo socio sconosciuto che abbandonò l’azienda due settimane dopo la fondazione. Oppure, ancora, Blue Busters, un divertente spot del 1984, pensato per la visione dei dipendenti durante un raduno alle Hawaii, dove (in un parodia del film Ghostbusters) Jobs e altri dirigenti sono travestiti da cacciatori di Blue, riferendosi al concorrente del tempo, IBM. E c’è da pensare che dal magazzino segreto emergeranno, sicuramente, altri aneddoti interessanti riguardanti l’azienda di Cupertino e curiosità appetibili per amanti della mela e orfani di Jobs.

Ma cosa farà la Stanford University di un tale tesoro di informazioni e documenti? Il responsabile dell’archivio ha spiegato ad  Ap Press che ciò che si augurano accada grazie a questi materiali è che la gente possa trarre delle lezioni dal passato, imparando dalla storia della Silicon Valley. Stando a queste dichiarazioni, non sembra che la segretezza che avvolge il contenuto del magazzino debba durare ancora a lungo.

Qui sotto, intanto, un assaggio dell’archivio con le immagini del servizio realizzato dal giornalista di Ap Press.

 

 

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