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Truffa fondi speculativi, indagato un ricercatore della Bocconi PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 17 Novembre 2011

Truffa fondi speculativi, indagato un ricercatore della BocconiPerquisiti gli uffici di Alberto Micalizzi. L'università l'ha sospeso. Il ricercatore: «fatti già chiariti»

Fonte: Corriere della Sera

I militari della Guardia di Finanza si sono recati martedì all'università Bocconi di Milano in merito a un'inchiesta avviata tempo fa che coinvolge Alberto Micalizzi, un ricercatore che gestiva un corso di 32 ore al Dipartimento di Finanza (ora è stato sospeso). Al centro dell'indagine ci sono i due hedge found (fondi speculativi) «Decision Dynamic», lanciati e gestiti da Micalizzi, finiti in default a seguito dello scandalo Madoff e messi in liquidazione da una Corte delle Isole Cayman. Il sospetto degli inquirenti è che una cifra che si aggira attorno ai 400 milioni sia sparita a causa di investimenti sbagliati. Oltre a Micalizzi sono indagate altre persone. Le ipotesi di reato contestate agli indagati, a vario titolo, sono associazione per delinquere a carattere internazionale finalizzata alla truffa. Fonti vicine all'ateneo hanno fatto sapere che quella della Guardia di Finanza non è stata una perquisizione, bensì una presa di contatto ai fini dell'inchiesta. Da quanto si è saputo in ambienti giudiziari le perquisizioni sono state in tutto sette, in vari luoghi tra cui anche l'ufficio alla Bocconi del ricercatore: qui i militari avrebbero preso carte e ispezionato i computer. L'accusa per tutti è associazione per delinquere a carattere internazionale finalizzata a una serie di truffe.

SOSPESO DALL'UNIVERSITA' - L'Università Bocconi ha reso noto di aver chiesto ed ottenuto la sospensione di Alberto Micalizzi. «Oggi - è spiegato in un comunicato - l'Università Bocconi ha ricevuto richieste di informazioni da parte della Guardia di Finanza in relazione a indagini in corso riguardanti l'attività professionale esterna alla Bocconi svolta da un ricercatore. La Bocconi ha dato la completa disponibilità alla Guardia di Finanza». «Contemporaneamente - conclude il comunicato - la Bocconi ha chiesto al ricercatore di sospendersi dalle attività svolte in Bocconi in attesa di chiarimenti. Il ricercatore ha acconsentito». Secondo gli accertamenti la cifra sparita a causa di cattivi investimenti sarebbe di circa 460 milioni, e ora si stanno identificando le persone truffate. L'università Bocconi è totalmente estranea alla vicenda.

LA DIFESA - In un comunicato il professor Micalizzi sostiene che i fatti si riferiscono «a eventi risalenti nel tempo sui quali sono già state svolte accurate e approfondite indagini da parte del Serious Fraud Office (S.F.O.), la massima autorità di vigilanza inglese sulle frodi in materia finanziaria. Tale indagine - si legge ancora nel comunicato del ricercatore della Bocconi -si è chiusa a luglio 2010 con la completa archiviazione del caso».

 

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