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Premiati gli enti privati. Ross del Secondo ateneoi: "Ci hanno umiliati"
Fonte: la Repubblica di Bianca De Fazio
"IL termine giusto è umiliati. È così che ci sentiamo. Le università pubbliche della Campania sono state mortificate dalle scelte del ministro Mariastella Gelmini. I nostri atenei hanno ottenuto meno della metà dei finanziamenti stanziati con gli ultimi Pon Ricerca e Competitività per l'intero sistema regionale campano. Un bando che è stato allargato agli altri enti di ricerca, privati compresi, e che ha finito col penalizzare le università pubbliche, i nostri 200 mila studenti, migliaia di ricercatori".
Francesco Rossi è il rettore del Secondo ateneo di Napoli, e le sue parole sintetizzano la posizione di tutti i colleghi delle maggiori università campane. Rettori indignati per le scelte del ministero, che ha assegnato ad altri enti di ricerca, pubblici e privati, una fetta consistente dei 185 milioni di euro dei Pon. "A noi quei soldi servivano per restare in vita", per tappare i buchi dei tagli ai fondi pubblici. "E invece - insiste Rossi - siamo stati mortificati. Anche nel confronto con le università delle altre regioni meridionali, che hanno ottenuto ben più di noi".
Il decreto firmato dalla Gelmini alla vigilia delle dimissioni del suo governo è solo l'ultima puntata di un iter, quello dei Pon, che ha visto le università campane mobilitarsi per non essere completamente trascurate. "I nostri progetti, quelli presentati per accedere ai finanziamenti, erano decisamente validi. Ma la commissione che li esaminava - spiega il rettore dell'università di Salerno, Raimondo Pasquino - li ha sottovalutati. Qualche settimana fa abbiamo saputo che rischiavamo di non ottenere neppure un euro. Allora abbiamo scritto al presidente della regione Stefano Caldoro. Una lettera firmata da Marrelli, da Rossi e da me, per chiedergli conto delle scelte di una commissione alla quale partecipava anche un suo uomo. Dopo le nostre pressioni, e anche in virtù dell'impegno dell'assessore regionale Guido Trombetti, che ha difeso le nostre università, siamo stati "recuperati". Ma abbiamo ottenuto comunque meno, molto meno, di quanto era giusto che avessimo".
Non vuol parlare di vero e proprio boicottaggio, Pasquino, "ma poco ci manca". "E noi rettori restiamo estremamente perplessi. Finanziamenti Pon più consistenti avrebbero potuto salvaguardare, oggi, la ricerca nei nostri atenei". Salerno ha ottenuto 11 milioni e 400 mila euro, come la Federico II, mentre il Secondo ateneo di Napoli ha avuto 9 milioni e 400 mila euro. "E non c'è proporzione - aggiunge Pasquino - con quanto incasserà l'università privata Suor Orsola Benincasa: 8 milioni e 700 mila euro". Quasi 20 milioni di euro se li è aggiudicati la fondazione Sdn, Cnr e stazione Dohrn avranno 13 milioni e 400 mila, il Pascale oltre 14 milioni, 10 milioni e mezzo il Ceinge, 9 milioni e 400 mila Biogem (insieme ad altri enti).
"I dati bastano a dimostrare che le università pubbliche non sono state trattate bene - afferma Massimo Marrelli, rettore della Federico II, la più antica università pubblica del Mezzogiorno, la più grande in Italia, dopo la Sapienza - In un momento come questo, dinanzi alla scarsità di fondi pubblici i finanziamenti disponibili dovrebbero andare alla ricerca pubblica, piuttosto che a quella privata. Certo, valutando la qualità dei progetti, ma in questo non temiamo confronti".
Poi il rettore che deve far quadrare i conti, che si misura quotidianamente col problema della coperta corta, aggiunge che la delusione "è dovuta anche a una richiesta fatta alla Gelmini perché una quota di finanziamenti potesse esser destinata alla spesa corrente. Una richiesta disattesa, anche questa. Eppure per le università sarebbe fondamentale che una percentuale minima di quei soldi (ci basterebbe tra l'uno e il tre per cento) potesse essere usata per le spese correnti: coi Pon posso comprare attrezzature e realizzare nuovi laboratori, ma rischio di non avere risorse per farli funzionare. E io non voglio che si realizzino altre cattedrali nel deserto". |