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Salone Internazionale della Tecnologia. Le gambe robot per combattere la paralisi PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 25 Ottobre 2011

Salone Internazionale della Tecnologia. Le gambe robot per combattere la paralisiAmanda Boxtel ha 43 anni e ha perso l’uso delle gambe a causa di un incidente sulle piste da sci del Colorado

Fonte: Il Secolo XIX
di Fabrizio Paolino

La ragazza, appassionata di sport invernali e danza, cadde e subì una lesione midollare che la paralizzò costringendola alla carrozzella. Nell’ottobre 2010 i laboratori Berkeley in California la scelsero per sperimentare l’esoscheletro, uno “scheletro robot” esterno, che consente ai paraplegici di utilizzare gli arti inferiori. La prova e il lancio furono a tal punto un successo che fu decisa la commercializzazione di queste “gambe elettroniche”, limitata però agli Stati Uniti. Oggi Amanda è la testimonial della no-profit Challenge e sicuramente la portatrice di una straordinaria innovazione tecnologica.

Amanda, ex insegnante di scuole elementari, ha offerto il suo volto per portare anche in Europa, al “Salone Internazionale delle Tecnologie” di Londra questo straordinario supporto motorio. «Avevo tentato anche un trapianto di cellule staminali in India ma non mi era servito. Quando infilai le elegs sentii il sangue scorrere nelle gambe. Finalmente ero in piedi, mi spostavo, potevo pensare di uscire, di andare al ristorante, di condurre una vita un po’ più autonoma. Le mie speranze sono diventate una realtà». Ora, imprenditrice di successo e cofondatrice della Challenge Aspen, che soccorre i paraplegici nella vita quotidiana, è l’ambasciatrice nel mondo delle gambe elettroniche: un robot da centomila dollari in grado di ridare speranza a tutti coloro che hanno perso l’uso degli arti inferiori.

Le “elegs”, così si chiamano queste gambe elettroniche, sono nate come invenzione militare. La macchina, chiamata Hulc (Human Universal Load Carrier), doveva aiutare i marines americani impegnati in zone accidentate a trasportare facilmente carichi superiori ai 60 chili. Il supporto fu di grande aiuto ai soldati, fornendo una spinta maggiore in salita e comportando un minor sforzo muscolare. Successivamente fu la Berkeley Bionics ad acquistare il brevetto e a svilupparlo con l’Università per scopi civili.

In questo video le “gambe elettroniche” testate da Amanda Boxtel:

 

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