Terremoto in Abruzzo - Crolla la casa dello studente dell'Università dell'Aquila
Attualità
Lunedì 06 Aprile 2009 19:11
terremotoIl racconto di uno studente fuori sede iscritto all'Università dell'Aquila

Fonte: Unimagazine.it

Case crollate, palazzi lesionati, cittadini in strada, soccorritori che scavano anche con le mani. Si presenta così L'Aquila questa mattina dopo la scossa di terremoto che nella notte ha colpito la città. In via XX Settembre un'abitazione è crollata sbriciolandosi: militari e civili stanno scavando con le mani e con alcuni picconi per vedere se vi sia qualcuno sotto le macerie. Quasi tutti gli abitanti della città sono in strada, sconvolti dopo la scossa di questa notte. Il suono delle sirene delle ambulanze è continuo. La palazzina che ospita la casa dello studente, un edificio moderno di tre piani, è parzialmente crollato, tutta un'ala della casa si è accasciata al suolo mentre un'altra parte è gravemente lesionata. I vigili del fuoco stanno scavando tra le macerie perchè, secondo alcuni ragazzi che si trovavano all'interno, ci sarebbero ancora delle persone sotto le macerie.

"Ho dormito fuori e questo mi ha salvato ma adesso spero tanto che tirino fuori i miei compagni vivi". È la drammatica testimonianza di Valerio, studente universitario di Tagliacozzo (L'Aquila), che assiste con gli occhi bagnati di lacrime al lavoro di una ruspa caterpillar che sposta interi blocchi della palazzina di quattro piani in via Rossi, dove i suoi cinque compagni di appartamento vivevano al secondo piano. Anche qui, come in altri punti della città, si lavora disperatamente lottando contro il tempo per estrarre dalle macerie le persone, si spera ancora in vita. Qui, dove sono crollate due palazzine attigue i soccorritori cercano una decina di persone, otto delle quali studenti universitari, e i due proprietari degli appartamenti in affitto. A quanto pare, degli studenti universitari, cinque ragazzi e tre ragazze, sono per la maggior parte della provincia di Teramo. Si sa di certo che una delle dieci persone è deceduta tra le macerie, e si aspetta di poter tirare fuori il corpo.

In queste ore drammatiche che stanno vedendo salire il numero di vittime nella provincia de L'Aquila, l'Unione degli Universitari (Udu), nel ricevere numerose telefonate di studenti da tutta Italia che offrono il proprio aiuto, sta raccogliendo disponibilità di posti letto nelle regioni limitrofe.

Ore 12.40. Almeno 40 le vittime accertate, tra loro 5 bambini, un giovane ospite della Casa dello studente e una suora, numerosi gli edifici crollati, soprattutto nel centro cittadino, 30 i dispersi, panico e disperazione tra i cittadini, danni ancora difficili da valutare. È il bilancio, destinato ad aggravarsi con il passare delle ore, del terremoto che ha colpito questa mattina alle 3.32 L'Aquila, con magnitudo 5,8 della scala Richter.
Numerosi i soccorsi da parte della Protezione civile e da parte delle stesse associazioni universitarie come Udu e Modavi che si stanno attivando per prestare soccorso agli studenti vittime del crollo della casa dello studente. Dopo il terremoto, case crollate, fumo e calcinacci, gente in lacrime, scalza e in pigiama. È una situazione "allucinante" quella descritta da Donatello Fantini, uno studente fuori sede iscritto all'Università dell'Aquila, dove divideva un appartamento con altri quattro amici. " Ieri sera c'erano state due scosse - racconta lo studente -, una verso le 22.30, un'altra verso l'1.20 ma la situazione sembrava tranquilla. Siamo andati a dormire, poi, alle 3.32, una scossa fortissima: sono iniziati a cadere dei quadri e la roba che stava sugli scaffali, la televisione tremava. È durata 15 - 20 secondi".

"Ho accertato che in casa stessimo tutti bene, poi, siamo usciti dall'appartamento - spiega - Per le scale c'era fumo, nebbia, erano caduti calcinacci, vetri, la gente era in strada, molti in maglietta e pigiama nonostante il freddo perchè avevano lasciato di corsa la casa". "Lungo la strada per arrivare al centro - prosegue - ci siamo accorti che c'erano case venute completamente giù, palazzine a terra, e alcuni amici ci hanno detto che la Casa dello Studente era in parte crollata: ci siamo preoccupati perchè ci abitavano alcuni nostri amici, quindi, ci siamo diretti lì e c'era tanta gente in strada, in lacrime». «Noi siamo stati fortunati, la casa dove abitavamo era una costruzione recente e ha retto - conclude lo studente - Comunque, vista la situazione, siamo tornati un attimo lì a prendere l'indispensabile e siamo partiti con l'auto di un mio amico per ritornare a casa. Per ora io e i miei amici abbiamo preferito rientrare a casa, la paura è stata tanta".

Ore 13.00. I terremoti non sono prevedibili. Ad esserne convinto è il docente di sismologia del dipartimento di fisica dell'Università della Calabria, Ignazio Guerra, secondo il quale "l'aumento del gas Radon non è indicativo per poter prevedere scientificamente che ci sarà un sisma". "Affermare - sostiene Guerra - che domani ci sarà un terremoto in un posto qualsiasi non significa nulla. Prevedere significa poter dire l'ora, il punto preciso e le caratteristiche energetiche. Questo significa una previsione di un terremoto ed al momento tutto ciò è impossibile farlo. Se tutte le volte che c'è uno sciame sismico dovessimo lanciare l'allarme, diventeremmo come il pastore nella favola 'a lupo a lupò. Questi fenomeni ci sono, ma non hanno un carattere di sistematicità tale da prendere dei provvedimenti". Per il prof.Guerra gli effetti di una previsione sbagliata di un terremoto provocano effetti "peggiori di un terremoto. Se si afferma che in una città ci sarà un terremoto che distruggerà tutto, una persona che ci ha messo una vita a comprare una casa se la trova immediatamente deprezzata".
 

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