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Marte, individuati almeno due siti che potrebbero avere ospitato la vita PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 27 Settembre 2011

Marte, individuati almeno due siti che potrebbero avere ospitato la vitaL’universo è così immenso, misterioso, ma ci potrà essere forma di vita in un altro pianeta che non sia la Terra?

Fonte: Ilquotidianoitaliano.it
di Elisabetta Paladini

E’ questa la domanda che si sono posti gli esperti della Nasa lanciando sul pianeta rosso, nel 2005, il satellite americano Mars Reconnaissance Orbiter (Mro). Ebbene, analizzando la superficie, Mro ha individuato almeno due siti che potrebbero avere ospitato la vita. Sono stati scoperti nell’area detta Noctis Labyrinthus, nei pressi della Valle Marineris, un complesso sistema di valli e canyon che si articola per 4.000 chilometri, arrivando a 7 chilometri di profondità.

Tali valli sarebbero ricche di un minerale argilloso che si chiama smentite. Si sarebbe è formato in presenza di acqua e, stando agli studiosi, avrebbe favorito la presenza di forme di vita.

Le smectiti sono un particolare tipo di minerale argilloso che si espande e si contrae rapidamente mentre assorbe l’acqua. Le loro strutture contengono silice, alluminio, ferro e magnesio e si formano a partire dall’alterazione di altri minerali silicati in presenza di acqua non acida. caratteristica principale è la loro  grande capacità di assorbire acqua o molecole organiche e si forma in presenza di acqua non acida.
Tali minerali  individuati  dagli esperti  sono composti da ferro e magnesio (Fe / Mg) sono stati trovati anche in altre occasioni sulle rocce di Marte, ma quasi esclusivamente in associazione all’età Noachiana (oltre 3,6 miliardi di anni fa), o prodotti da eventi di impatto più giovani. Tuttavia, dopo la loro deposizione, si pensa che il clima sul pianeta rosso  sia passato al periodo Esperiano e che quindi favorendo la formazione di minerali in condizioni di maggiore acidificazione sia  diventato ricco di sali di zolfo (solfati).

«Queste argille si sono formate in presenza di specchi d’acqua persistenti circa 2 o 3 miliardi di anni fa. Ciò indica che questi avvallamenti sono unici e potrebbero essere stati i luoghi più ospitali di Marte in un periodo di forte evaporazione, che ha condizionato il clima dell’intero pianeta», ha spiegato Janice Bishop, una delle responsabili della ricerca, che lavora per l’istituto Seti (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) e per il centro di ricerche Ames della Nasa.

Uno studio condotto da un team di scienziati dell’Università del Colorado, capitanato dall’italo americano Gaetano Di Achille aveva già scoperto che tre miliardi di anni fa, sul pianeta c’erano non meno di 124 milioni di km cubici d’acqua che se confrontati con la Terra equivalgono a  un decimo del volume totale dei nostri oceani.

Del resto, Marte, pur presentando un’atmosfera molto rarefatta e temperature piuttosto basse (tra -140 °C e 20 °C), è molto simile alla Terra: presenta inclinazione dell’asse di rotazione e durata del giorno simili a quelle terrestri,  inoltre la sua superficie è composta  da formazioni vulcaniche, valli, calotte polari e deserti sabbiosi, oltre a formazioni geologiche che suggeriscono la presenza, in un lontano passato, di un’idrosfera.

 

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