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Università online senza il riconoscimento del ministero. Quattro denunciati
Fonte: Corriere della Sera di Mariolina Iossa
Si sono iscritti, hanno pagato le tasse, hanno anche seguito i corsi e sostenuto gli esami. Ma arrivati al momento di conseguire il titolo di studio, la laurea, hanno scoperto che l' università era finta, non era mai stata riconosciuta. Niente laurea quindi, nonostante i soldi spesi, in media settemila euro a studente. A scoprire la truffa è stata la Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona, che ha chiuso una falsa università, la Carolus Magnus, fondata nel 2005 da alcuni membri di un' associazione culturale, con sede prima a Roma, dove si chiamava Unimeur.it, e poi a Verona con il nome dell'imperatore Carlo Magno.
«La denuncia di uno studente ha fatto partire le indagini - racconta il tenente colonnello Carlo Levanti -. Era arrivato alla soglia della laurea ma non riusciva a ottenere il riconoscimento, il titolo. Riceveva rassicurazioni, gli dicevano che si trattava di un problema di convenzioni e che un' altra università avrebbe dovuto rilasciare il titolo. Poi nulla accadeva». Esiste un' associazione, spiegano alla Guardia di Finanza, la Carolus Magnus, che organizza legittimamente corsi post laurea, master per laureati, e lo fa in convenzione con l' università di Udine e con la Libera università di Roma. Oltre a Roma e a Verona, la Carolus Magnus recentemente ha aperto anche a Cosenza. Con il nome di Unimeur, nella Capitale, l' associazione aveva provato a fare il salto di qualità: diventare una università telematica, comunque un' università a tutti gli effetti. Nel 2005, infatti, i cinque soci dell' associazione presentano il progetto al ministero e cominciano una campagna pubblicitaria, vantando docenze famose, nomi noti e agganci con illustri atenei. Ma il ministero non concede il riconoscimento e dopo un paio di anni la Unimeur viene condannata al pagamento di 36 mila e ottocento euro per messaggi pubblicitari ingannevoli. Dei cinque soci che si erano avventurati nel progetto, quattro lasciano cadere la cosa ma uno di essi prosegue nell' iniziativa, poi subentrano altri due soci e un quarto personaggio che insegna, pur non essendo un docente universitario, e si occupa anche della parte amministrativa. Sono loro le quattro persone denunciate per truffa aggravata e che rischiano una incriminazione penale. Sono loro che a Verona mettono in piedi anche l' università.
Il maestro Gino Landi, coreografo e regista teatrale, è il nome più altisonante tra quelli scelti per farsi pubblicità e per attirare gli studenti. Anche perché il corso di laurea doveva essere in Management dello spettacolo, poi modificato in Economia e gestione aziendale. «Ma Gino Landi, come gli altri, non ha mai tenuto lezioni e non ha niente a che fare con la Carolus Magnus», dice il tenente colonnello. Forse attratti dal settore in cui ci si laureava, forse anche dalla relativa facilità con cui si davano gli esami, una decina di studenti hanno per un po' di tempo continuato a frequentare la Carolus Magnus. E a pagare. «Erano una ventina, quelli che hanno partecipato allo stage iniziale. Poi però dieci hanno lasciato perdere, gli altri dieci hanno intrapreso il percorso di studi - continua Carlo Levanti -. Tuttavia, dopo qualche mese, altri hanno rinunciato, non prima però di aver versato migliaia di euro». Adesso per i truffati non resta che costituirsi parte civile nel processo penale che riguarderà i quattro denunciati e tentare in questo modo di ottenere il risarcimento. |