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| “Ai giovani è vietato insegnare”, il ministero risponde all’appello diffuso in rete |
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| Attualità |
| Giovedì 15 Settembre 2011 |
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Fonte: Universita.it La vicenda degli studenti e dei laureati in Scienze della Formazione, inizia però molto prima, con provvedimenti e vuoti normativi e proteste per la mancanza di garanzie nel concorrere a un posto di lavoro nella scuola. “Ma quanti concorsi dobbiamo fare?”, questa era una delle domande che riassumevano la posizione degli studenti della facoltà di Scienze della formazione dell’Aquila, i quali avevano accolto con disappunto le dichiarazioni del ministro Gelmini a proposito delle prossime assunzioni, basate sui concorsi e non solo sulle graduatorie. O ancora, le polemiche scaturite con la legge Gelmini che ha escluso dall’accesso a tali graduatorie i laureati immatricolati negli ultimi tre anni, quindi dal 2008. Tali graduatorie ad esaurimento rappresentano infatti l’unica strada per ottenere, dopo l’abilitazione professionale a seguito della laurea, un contratto da docente a tempo indeterminato. Obiettivo dell’ultimo appello, che ha visto una vasta partecipazione di esponenti dei diversi ambiti, tra cui giornalisti, professori, intellettuali, è quello di ottenere lo sganciamento dell’abilitazione professionale dal reclutamento, come avviene anche per le altre professioni e in altri paesi d’Europa, e rendere disponibili alle laurea magistrali per l’abilitazione un numero di posti che sia congruo al fabbisogno nazionale e idoneo a garantire il giusto ricambio generazionale, che il provvedimento bloccherebbe per circa 7-10 anni. Un limbo legislativo che prevede tirocini formativi attivi in sostituzione delle precedenti scuole per la specializzazione all’insegnamento, la cui frequentazione sarebbe stata però tutt’altro che garantita in assenza di decreti attuativi che disciplinassero quindi a livello “pratico” il funzionamento di tali tirocini. Le notizie di questi ultimi giorni sembrano però essere positive: il sito Appellogiovani.it riporta infatti un’evoluzione in linea con le richieste che ha portato quindi alla chiusura della raccolta firme. Il risultato è riassunto nel comunicato stampa diramato dal Miur, che, oltre ad annunciare un incremento del numero dei posti disponibili per i tirocini formativi attivi, promette una maggiore valorizzazione del ruolo delle università nella determinazione dei posti da assegnare nei tirocini formativi attivi e nei percorsi abilitanti. |
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Tutto è iniziato con la raccolta firme sul sito Appellogiovani.it, che riportava in modo inequivocabile “L’Italia è un Paese per vecchi, il Decreto Gelmini chiude ai giovani l’accesso all’abilitazione per l’insegnamento“







