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Nei test d'ammissione per l'università finiscono i gusti del chiosco romano "Sora Maria". Il rettore Luigi Frati si giustifica: "Era una domanda di logica"
Fonte: La Stampa
I gusti della gelateria «grattachecca di Sora Maria» di Roma sono finiti nei test d'ammissione per le professioni universitarie. La domanda chiedeva: «Nei pressi del noto Liceo Tacito di Roma si trova la "grattachecca di Sora Maria", molto nota tra i giovani romani. Sapresti indicare quali sono i gusti tipici serviti? Menta, limone, amarena, cioccolato...». Gli studenti infuriati si sentono vittime di una beffa, e sono pronti a fare ricorso. Il preside della Sapienza non si scompone, e giustifica le accuse spiegando che si trattava di una semplice domanda di logica.
In via Trionfale all'incrocio con via Bernadino Telesio, c'è sempre una gran fila nelle sere d'estate. Da più di 80 anni si produce la grattachecca più famosa della zona, forse di tutta la Capitale. Ora la famiglia della Sora Maria è diventata ancora più celebre, perchè è finita addirittura nei test di ammissione al corso di laurea in professioni sanitarie della Sapienza. La figlia, Gabriella, che gestisce il chioschetto, non può che esserne felice.
«E' già venuto il Tg5 e il Tg2, sto a diventà famosa», dice sorridendo. «Non avrei mai immaginato che le nostre grattachecche finissero addirittura all'Università - afferma la signora - la ricetta della sora Maria, mia mamma, è famosa ma non pensavo fino a questo punto». Cosa c'entri con l'università e anche con la "cultura generale" non si sa. Comunque la signora Gabriella smentisce i quiz: «Di gusti ce ne sono moltissimi, ma la vera ricetta di mia mamma è amarena, tamarindo, arancio, con pezzetti di cocco e limone».
Per il Codacons, che sta intraprendendo una class action contro il numero chiuso alle università, è «la prova del nove che conferma la necessità di eliminare i test di ammissione» e chiede quindi al ministro Gelmini di provvedere in tal senso. «È assurdo, infatti, che il Governo voglia modificare l’art. 41 della Costituzione sulla libera iniziativa economica e poi impedisca il libero accesso alle professioni», spiega l’associazione.
E l'Udu annuncia il ricorso. «Sembra una barzelletta -denuncia l’Unione degli universitari annunciando battaglia- invece purtroppo così non è. Da anni l’Udu lotta contro il sistema del numero chiuso, in quanto metodo iniquo di sbarramento a priori all’accesso al sapere. Inoltre, come sindacato universitario, abbiamo sempre denunciato che i test non hanno nessun valore di selezione e che spesso le domande presentano errori o vertono su argomenti al limite dell’assurdo. Ne è questo un chiaro esempio: come si può pensare -chiede l’Udu- che per accedere alla formazione di una professione sanitaria si debbano sapere le specialità di un chiosco romano?».
«Se l’Udu vuole presentare un ricorso faccia pure, tanto lo fa ogni anno, non c’è problema. Quella inserita nei test di accesso non è una domanda su chi è la signora Maria, ma una domanda di logica». Risponde così all’Adnkronos il rettore dell’università Sapienza di Roma, Luigi Frati, intervenendo sulla polemica sollevata dagli studenti in merito alla domanda contenuta nei test di ammissione alla facoltà di professioni sanitarie, in cui si chiedeva di indicare quali sono i gusti tipici serviti dal chiosco "la grattachecca di Sora Maria" che si trova nei pressi del Liceo Tacito di Roma.
«Tra le cinque risposte - dice Frati- ce n’era una sola giusta, mentre nelle altre quattro, accanto ai gusti tradizionali, era inserito un gusto atipico, tipo zabaione. Se poi c’è qualcuno che questo non lo ha capito...». «Tra l’altro la domanda era stata ispirata da un articolo apparso all’inizio di agosto sulle pagine culturali de "Il Messaggero" sui sapori di Roma», conclude. |