Test manomessi all'Università di Catanzaro - Indagato anche il rettore
Attualità
Giovedì 02 Aprile 2009 18:16
concorsiNell'inchiesta sulle prove di ammissione ai corsi a numero chiuso di Medicina saltano fuori i nomi di docenti e dipendenti dell'Università. Per la chiusura del fascicolo la Procura ha chiesto al gip una proroga alla quale si è opposta la difesa

Fonte: Gazzetta del Sud
di Giuseppe Lo Re

Ci sono anche il rettore dell'Università Magna Græcia di Catanzaro, Francesco Saverio Costanzo, e alcuni docenti tra gli indagati nell'inchiesta scaturita dal furto dei plichi contenenti i test per l'ammissione nell'anno accademico 2007/2008 ai corsi a numero chiuso di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria dell'Ateneo calabrese.
L'apertura del fascicolo risale al giugno 2008, ma la notizia è trapelata solo ieri, al momento della notifica di una richiesta di proroga delle indagini formalizzata al gip dalla Procura della Repubblica. L'istanza di proroga semestrale è già all'esame del giudice per le indagini preliminari Tiziana Macrì che, vista l'opposizione formalizzata dai legali di alcuni degli indagati, si appresta a convocare un'udienza camerale.
Venti i nomi elencati nel provvedimento che ipotizza, a vario titolo, reati dall'associazione per delinquere alla corruzione, dal furto aggravato all'abuso d'ufficio, dal peculato al falso. Secondo l'accusa, sostenuta dai pm Paolo Petrolo e Salvatore Curcio, il furto sarebbe stato effettuato alla vigilia delle prove per far conoscere ad alcuni candidati, in anteprima, il contenuto delle domande formulate a livello nazionale dall'istituto Cineca di Bologna e inviate, in busta sigillata, a tutti gli Atenei d'Italia.
Nel calderone, oltre al rettore Costanzo, ci sono anche i docenti Patrizia Doldo, delegato del rettore ai rapporti con la commissione didattica della Crui (la Conferenza dei rettori delle Università italiane), Antonella Scozzafava, Arturo Pujia e Tullio Nocera. E i dipendenti dello stesso Ateneo (alcuni titolari di contratti di collaborazione) Valter Mancuso, Francesco Maurici, Tommaso Cristofaro, Domenico D'Agostino, Alessandro Parentela, Antonio Cuteri. Indagati inoltre Alessandro Venuta, Katharina Rosina Palermo, Giuseppe La Rocca, Daniela Sacco, Manuela Costanzo, Emanuele Critelli, Saveria Lamanna, Alba Assunta Valle, Vincenzo Laudadio.
Gli indagati respingono fermamente le accuse della Procura. Peraltro l'avvio degli accertamenti giudiziari rappresenta un atto dovuto. E non è detto che il presunto coinvolgimento dei vertici dell'Ateneo non si riveli un'ipotesi priva di fondamento. D'altra parte, le indagini sono ancora nella fase preliminare, al termine della quale la Procura potrà chiedere il rinvio a giudizio degli indagati o l'archiviazione nel caso in cui non vengano individuati presunti elementi di colpevolezza. Allo stato si tratta di mere ipotesi d'accusa, tutte da verificare nelle opportune sedi giudiziarie, e per le quali, evidentemente, gli investigatori hanno ritenuto necessario effettuare ulteriori approfondimenti, dal momento che è stata chiesta un'apposita proroga. Ciò a prescindere dalle singole contestazioni mosse ai vari indagati, tra i quali ci sarebbero i presunti esecutori materiali del furto, i presunti mandanti e i presunti beneficiari in anteprima del contenuto dei plichi.
In attesa degli sviluppi procedurali, nel corso dei quali tutti gli indagati avranno modo di chiarire la propria posizione, si apprende da fonti giudiziarie che l'inchiesta sarebbe divisa in più tronconi. Oltre ai venti destinatari della richiesta di proroga, i nomi di altre persone sono stati iscritti sul registro delle notizie di reato in un momento successivo, motivo per cui non sono state destinatarie della richiesta di proroga. E in questo contesto, tra gli atti che riguardano proprio gli indagati non destinatari della richiesta di proroga, ci sarebbero le prime ammissioni di testi che avrebbero dichiarato di aver conosciuto in anticipo gli argomenti oggetto della prova per l'accesso alle facoltà a numero chiuso. Tra questi, in particolare, una donna che avrebbe detto di essere venuta a conoscenza delle domande alla vigilia dei test e di averne comunicato il contenuto al figlio.
Le prove incriminate, come noto, sono state annullate dopo la scoperta del furto denunciato dallo stesso rettore Costanzo e ripetute qualche settimana dopo. L'inchiesta, fra l'altro, ha già portato all'arresto di un addetto alle pulizie e di un impiegato "a tempo" dell'Università, arrestati tra settembre e ottobre dello scorso anno; si tratta di Walter Mancuso e Antonio Cuteri, per i quali è stato già fissato il giudizio immediato. Gli episodi di furto sarebbero tre: un test per ogni giorno in cui si svolgevano le prove.
Le indagini hanno portato i carabinieri del Comando provinciali di Catanzaro a percorrere a ritroso il tragitto delle buste sigillate che, partite dall'istituto Cineca di Bologna, arrivarono nel giro di ventiquattr'ore a Catanzaro. Verificata la correttezza delle procedure in Emilia Romagna, si è puntata quindi l'attenzione su quanto accaduto in Calabria; i plichi, sottoposti a sequestro, furono inviati al Ris di Messina. E attraverso un'impronta digitale i Cc avrebbero individuato i presunti responsabili materiali del furto.

Nel mirino le selezioni del 2007
Le prove incriminate si svolsero il 4, 5 e 6 settembre 2007. Fu il rettore Francesco Saverio Costanzo, oggi indagato, a denunciare la manomissione alla Procura, fatto che portò all'annullamento delle prove scritte già eseguite e alla loro ripetizione dal 17 al 19 ottobre. I carabinieri, intanto, acquisirono materiale utile alle indagini. E attraverso un'impronta digitale trovata su un contenitore dei test si è risaliti a Valter Mancuso, addetto alle pulizia, e Antonio Cuteri, impiegato dell'Ateneo. Per quella specifica ipotesi di furto aggravato i due compariranno in Tribunale il 22 aprile.
 

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