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Valore legale della laurea: Renato Brunetta apre al confronto PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 21 Luglio 2011

Valore legale della laurea: Renato Brunetta apre al confrontoIl Ministro della Pubblica Amministrazione si dichiara disponibile ad affrontare la questione del valore legale della laurea, che deve diventare più spendibile nel mondo del lavoro

Fonte: Studenti.it
di Barbara Leone

La possibilità dell'abolizione del valore legale della laurea continua a far discutere. Il Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, durante una riunione in Senato, ha dichiarato che "le profonde trasformazioni intervenute nella formazione in Italia negli ultimi decenni pongono in discussione la permanente validità e utilità del principio del valore legale del titolo di studio, principio affermatosi in tutt'altro contesto e che risente di una certa rigidità". Il Ministro ha poi aggiunto che "se si vuole gradualmente eliminare questa concrezione di norme, che ha per molti aspetti appiattito il sistema universitario, dobbiamo agire su più fronti: non solo su quello della normativa universitaria ma anche sulle leggi che disciplinano l’organizzazione e l’accesso alle pubbliche amministrazioni, sui bandi che esse emanano e sulle modalità con le quali svolgono i concorsi e sull’operato degli organismi professionali per l’accesso ai quali è previsto dalla Costituzione l’esame di Stato".

Secondo Brunetta, "il valore legale del titolo universitario mostra i suoi limiti con riferimento alla dimensione globale del mercato del lavoro" ed una sua modifica "può determinare profonde e articolate conseguenze in diversi settori: nel sistema universitario, nel mercato del lavoro e nell'accesso per concorso ai pubblici uffici". Brunetta considera "condivisibile" l'obiettivo di "passare dal concetto di valore legale a quello di valore sostanziale del titolo di studio". Per questo si dichiara favorevole al confronto sulla questione del valore legale della laurea e disponibile ad affrontare l'argomento con "gli uffici del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e quelli del Dipartimento della Funzione pubblica".

Parlando della riforma universitaria del Ministro Gelmini, ha aggiunto che questo percorso "appare in grado di determinare un sistema coerente di incentivi per la competizione anche a livello universitario, con l’effetto di spingere le Università a impegnarsi nella predisposizione di un’offerta formativa di qualità in grado di attrarre gli studenti. Ciò è possibile solo se le Università assumono come obiettivo di lungo termine quello di migliorare la cosiddetta reputazione formativa che, in altri termini, diventa per i loro futuri laureati un ‘titolo’ spendibile sul mercato del lavoro. In pratica, a essere determinante non è più solamente il percorso di studi prescelto e il risultato in termini di votazione finale, ma anche e soprattutto la reputazione sotto il profilo della qualità dell’offerta formativa e della capacità di preparare laureati eccellenti".

 

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