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Scritta nel Dna degli occidentali la passione per grassi ed alcool PDF Stampa E-mail
Attualità
Mercoledì 20 Luglio 2011

Scritta nel Dna degli occidentali la passione per grassi ed alcoolNel dna europeo un interruttore della golosità per i cibi che fanno male

Fonte: La Stampa

Scoperto nel Dna degli europei un “interruttore genetico” che accende la passione per grassi e alcolici. È quanto dimostra una ricerca pubblicata sul Journal of Neuropsychopharmocology da Alasdair MacKenzie, dell’università di Aberdeen in Scozia.

Fermo restando che per mantenersi in linea, quindi in salute, è necessario in primis svolgere attività fisica e non eccedere nel cibo, seguendo una dieta varia ed equilibrata, è pur vero che anche il nostro corredo genomico è stato più volte chiamato in causa per il suo ruolo nell’obesità. Non solo la tendenza a ingrassare sarebbe ereditaria ma, come sta progressivamente emergendo, potrebbero avere una base genetica anche certi comportamenti a tavola come la voglia incontenibile di junk food.

Non è la prima volta, infatti, che si parla di geni che predispongono alla golosità per il cibo spazzatura, snack e dolci: per esempio uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine da esperti della University of Dundee mostra che la mutazione a carico di un gene, FTO, è associata alla preferenza individuale per i cibi non salutari ricchi di grassi e zuccheri nei bambini.

I ricercatori scozzesi hanno a loro volta trovato un “interruttore genetico della golosità” che, dicono, “decide” le nostre inclinazioni a tavola inducendoci a mangiare tanti grassi e a bere alcolici. Si tratta dell’interruttore del gene “Galanina” attivo nel centro dell’appetito, l’ipotalamo.

L’“interruttore europeo” della Galanina funziona troppo, spiega MacKenzie, quindi ci induce a eccedere in grassi e alcol. Nel Dna degli asiatici, invece, c’è un interruttore più “soft” che garantisce un maggior controllo a tavola. Il nostro interruttore della golosità è forse un’eredità ricevuta dai nostri antenati che per sopportare le condizioni ostili dei luoghi in cui abitavano avevano bisogno di mangiare grasso e bere alcol. Ma noi occidentali non soffriamo certo la fame e il freddo, quei geni della golosità, dunque, ormai ci sono solo da intralcio programmando in noi la passione per cibi che fanno male.

 

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