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Genova. Evasioni fiscali e diritti lesi. Figli dei ricchi “distratti”, i “furbetti” dell’Ateneo PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 19 Luglio 2011

Genova. Evasioni fiscali e diritti lesi. Figli dei ricchi “distratti”, i “furbetti” dell’AteneoIl babbo con la superauto da 3000 cc, o professionisti che non hanno mai fatto la denuncia dei redditi. Oppure a carico di genitori “separati”

Fonte: Il Secolo XIX

Sono le strategie degli evasori delle tasse universitarie beccati dall’Agenzia dell’entrate e dall’Arssu universitaria. Il tutto nell’ambito della poco onorevole classifica che ha visto ben il 42% delle dichiarazioni degli universitari per ottenere agevolazioni quali alloggi, mense e borse di studio come taroccate.
Il primo screening ha interessato cento famiglie e da un primo esame, appunto il 42% dei casi di reddito percepito non coincide con quello indicato nel modello Isee. Le posizioni sospette sono ora al vaglio dell’Arssu per la revoca dei benefici concessi.

Analoghi controlli saranno effettuati anche per le domande del prossimo anno accademico.

E alcuni casi limite sono emblematici di un malcostume spesso (se non da sempre) denunciato dagli studenti che tra loro si conoscono e conoscono anche la posizione sociale delle famiglie dei loro compagni di studio.

Tre le posizioni “sospette” quella di due coniugi separati che abitano in quartieri residenziali, hanno due figli iscritti all’università ma non hanno presentato alcuna dichiarazione dei redditi.

C’è il figlio di un titolare di partita Iva che ha svolto attività commerciale dal 2005 al 2009 senza aver mai dichiarato redditi.

E ancora, un socio di maggioranza di una Srl che, pur risultando residente in una grande casa di proprietà della società e in possesso di un’auto da 3.000 cc, ha omesso di indicare in dichiarazione redditi per oltre 20mila euro all’anno.

«Finalmente si può andare in profondità sui controlli delle richiesta di borsa di studio fatte dagli studenti». Lo afferma, in una nota, l’assessore all’Istruzione e all’Università della Regione Liguria, Pippo Rossetti, che rende noto di avere chiesto ad Arssu «di intensificare lo sforzo congiunto con l’Agenzia delle entrate per stanare i furbetti che purtroppo sono presenti anche in Liguria». «Ci attiveremo per l’immediata revoca» dei privilegi dovuti, prosegue Rossetti. «L’atto successivo - sottolinea - sarà quello di trasmettere alla Procura della Repubblica tutta la documentazione per le verifiche del caso».

Sono 313, intanto, le domande di borsa di studio universitaria già ricevuto tramite il sito dell’azienda regionale per i servizi scolastici e universitari. «Le proposte del Ministero confermano i tagli al diritto allo studio universitario - conclude Rossetti-. Se fossero confermati questi minori finanziamenti, le borse di studio che Arssu potrebbe erogare quest’anno non coprirebbero tutte le richieste che verranno inoltrate. Questo è un motivo in più per aumentare i controlli sulle dichiarazioni fatte per far si che chi avrà la borsa di studio - conclude - sia veramente uno studente meritevole e bisognoso».

 

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