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Conferenza Mondiale Aids, speranze per il vaccino dagli anticorpi dei pazienti PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 19 Luglio 2011

Conferenza Mondiale Aids, speranze per il vaccino dagli anticorpi dei pazientiAl congresso di Roma le novità della ricerca, ma anche le denunce contro il governo italiano che ha negato i fondi alla lotta alla malattia e contro le aziende farmaceutiche

Fonte: la Repubblica

Le speranze per un vaccino, l'allarme per l'aumento dei prezzi dei farmaci specifici, la protesta contro il governo per la cancellazione dei contributi italiani al fondo globale antiaids. Sono alcuni dei punti salienti delle prime giornate della VI Conferenza mondiale sull'Aids, in corso a Roma.

Il vaccino possibile -
Le nuove speranze per la messa a punto di un vaccino per l'hiv arrivano da specifici anticorpi, prodotti dai pazienti, in grado di neutralizzare il virus. Lo ha evidenziato Gary Nabel, direttore del centro di ricerca sui vaccini presso l'istituto nazionale di allergologia e malattie infettive degli Usa (Niaid), intervenendo nel corso della sessione plenaria sulla patogenesi, il trattamento e la prevenzione dell'hiv. Nabel ha parlato di due recenti dati che ridanno ottimismo alla prospettiva di mettere a punto un vaccino per l'Aids.

Innanzitutto, ha spiegato, nonostante l'efficacia sia stata modesta, la sperimentazione dell'rv144 condotta in Thailandia ha fornito una "prova concettuale" del fatto che un vaccino possa prevenire l'infezione da hiv nell'uomo. In secondo luogo, è stato appurato che un numero consistente di individui con l'hiv (10-25%) produce anticorpi in grado di neutralizzare il virus. Nel corso dell'ultimo anno, diversi gruppi di ricerca hanno messo a punto anticorpi prelevati da questi soggetti.

Utilizzando particolari strategie di progettazione razionale di un vaccino basato sulla struttura di questi anticorpi, nabel e il suo gruppo di ricerca hanno identificato un anticorpo umano, denominato vrc01, che neutralizza più del 90% dei ceppi virali esistenti in natura. Sono stati scoperti i dettagli a livello molecolare delle modalità con cui questo anticorpo riconosce il virus e i ricercatori hanno identificato una classe di anticorpi con le proprietà ad esso correlate. Acquisito questo dato, è stato possibile comprendere come questi anticorpi vengono generati negli esseri umani. Questi progressi avvicinano alla progettazione di un vaccino contro l'aids e aprono le porte a una nuova strategia di prevenzione per il sistema immunitario.

L'Italia con contribuisce più - Come anticipato dal documento delle associazioni, alla Conferenza è stata ribadita la protesta (anche attraverso cartelli e striscioni esposti durante i lavori) contro il governo italiano per non aver rispettato gli impegni sul finanziamento del fondo globale per la lotta all'Aids. "Non sono stati versati i 260 milioni delle quote passate nè rispettate le promesse sul versamento di ulteriori 30 milioni", ha detto Luciana Pedoto, deputata pd e componente della commissione affari sociali della Camera.

Farmaci più cari, Msf contro le aziende - Numerose compagnie farmaceutiche hanno abbandonato i programmi di riduzione dei prezzi dei farmaci anti-Aids nei paesi a medio reddito, colpendo direttamente decine di migliaia di sieropositivi. A sollevare il caso alla Conferenza di Roma è Medici Senza Frontiere (Msf) il cui rapporto (Untangling the web of antiretroviral price reductions) analizza i prezzi di 23 antiretrovirali e mostra che, a fronte di una progressiva e positiva riduzione dei prezzi dei farmaci fuori brevetto, alcune aziende farmaceutiche escludono i paesi a medio reddito dalla riduzione dei prezzi.

Questo lascia scoperti paesi con un gran numero di persone sieropositive e malate come l'India, l'Indonesia, la Thailandia, il Vietnam, l'Ucraina, la Colombia e il Brasile. Ad esempio in Brasile il costo per curare un paziente con un nuovo farmaco, raltegravir, è 5.870 dollari l'anno mentre nei paesi poveri grazie ai programmi di riduzione dei prezzi la stessa cura costa 675 dollari. Bisogna incentivare la produzione di farmaci generici, chiede Msf, ma anche non abbandonare i paesi a medio reddito che comunque non possono permettersi alti costi per le cure.

 

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