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| Cobas, Onda e Centri sociali contro G8 - Nel mirino soprattutto le banche |
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| Attualità |
| Lunedì 30 Marzo 2009 17:43 |
Lancio di scarpe contro il ministero di Brunetta. Tutte le manifestazioni sono state autorizzateFonte: Il Mattino di Vincenza de Iudicibus ROMA (28 marzo) - “No al protocollo, Onda fuori controllo”. Questo lo slogan che ha guidato, nel pomeriggio, il corteo dei manifestanti dell’Onda contro il G8 dei ministri del Lavoro. Partiti da piazzale Aldo Moro poco dopo le 14.30, gli studenti si sono diretti verso piazza della Repubblica per unirsi alla manifestazione di Cobas, Cud e Sdl. Quella di oggi è nata come una sfida al protocollo sui cortei, dopo gli scontri tra polizia e manifestanti avvenuti lo scorso 18 febbraio, proprio a piazzale Aldo Moro, per un corteo studentesco non autorizzato. Ma in giornata è stato comunicato che tutti i cortei erano autorizzati, perché segnalati per tempo e in nessun modo contrari al protocollo. “Il protocollo è carta straccia”, hanno urlato i manifestanti che rivolti al sindaco di Roma Gianni Alemanno, pesantemente apostrofato, hanno ribadito la possibilità di “bloccare la città quando ci pare e piace”. Così, da piazzale Aldo Moro, il corteo è partito mentre il furgoncino di testa il megafono diffondeva la storica frase pronunciata dal poliziotto capo della sezione omicidi (Gian Maria Volontè) in Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto: la repressione è il nostro vaccino, repressione è civiltà. “Ci riprendiamo la città”. «Siamo qui per protestare contro il vertice dei grandi sul lavoro – ha urlato Francesco Raparelli, della Rete per l’Autoformazione - Contro il ministro Brunetta che ci definisce guerriglieri e dice che il lavoro nero è una ricchezza, il lavoro che facciamo noi studenti che paghiamo 500 euro per una stanza. Oggi i guerriglieri si riprendono la città, per chiedere un nuovo welfare e che la crisi la paghi chi l’ha prodotta». Presenti anche alcuni studenti del liceo Virgilio che questa mattina, davanti al ministero della Pubblica Istruzione, hanno inscenato una simbolica "guerra" dei cuscini per protestare contro chi li aveva definiti guerriglieri. Il corteo dell’Onda ha preso il via quando alla Sapienza sono arrivati gli aderenti ai blocchi precari metropolitani (centri sociali, movimenti per la casa, studenti e Asia-Rdb), partiti dalla stazione Tiburtina, guidati da uno striscione con su scritto: “Hate G8”. Dopo poche centinaia di metri l’incontro con i manifestanti del coordinamento di Lotta per la casa partito da Porta Pia, guidati da uno striscione che recitava: “Contro la crisi crea indipendenza, diffondi cospirazione”. Alcuni partecipanti hanno lanciato petardi contro il palazzo del vecchio ministero dell'Aeronautica, all'angolo tra via dell'Università e viale Castro Pretorio, e verso alcuni vigili che bloccavano il traffico. Alle 15 e 30 l’unione con il corteo di Cobas, Cud e Sdl partito da piazza della Repubblica. Scritte sui muri e vernice contro le banche. Scritte sui muri, vernice, lancio di uova, petardi e fumogeni contro le banche hanno caratterizzato la discesa del corteo per via Cavour. “Roma non dimentica, Carlo è vivo” è stata la prima scritta su un palazzo di Piazza dell’Esquilino. Poi vernice rossa e la frase “Ridatece i sordi” sui vetri della banca Unipol. Tra gli altri slogan impressi sui muri dei palazzi in via dei Fori Imperiali: “+ Case – Pound”, “Brucia le banche”, ma anche “Più sbirri morti”. Presa di mira con lanci di vernice l’agenzia Pirelli Re. Vernice rossa e petardi anche contro la banca Carim, all’incrocio con via dei Serpenti, e poi ancora contro la Deutsche Bank su corso Vittorio Emanuele. Fumogeni contro l’Altare della Patria. Accuse, ingiurie e fumogeni contro gli agenti schierati in assetto antisommossa quando il corteo è passato davanti all’altare della Patria. Piazza Venezia era il punto maggiormente presidiato dagli agenti e si temeva potesse essere il più critico se i manifestanti avessero deciso di deviare il percorso verso via del Plebiscito. Scarpe contro Brunetta. Arrivati sotto il ministero della Funzione pubblica su Corso Vittorio Emanuele, i manifestanti dell’Onda hanno poi lanciato numerose paia di scarpe, petardi e fumogeni: «Un’azione dimostrativa che avremmo voluto fare il 18 febbraio scorso – urlavano al megafono - quando ci è stato impedito di manifestare e contro chi ci ha definito "guerriglieri"». Poi il corteo si è diretto verso piazza Navona, dove è arrivato poco prima delle sei. Cobas, Cub, Sdl: sessantamila in corteo. Cub, Cobas e Sdl sono scesi oggi in piazza contro crisi, precariato e disoccupazione e contro il summit dei ministri del lavoro del G8 a Roma dal 29 al 31. Secondo gli organizzatori erano 60.000 i manifestanti venuti da tutta Italia. «La manifestazione di oggi è riuscita a costruire un’alleanza tra tutte quelle aree sociali come studenti e precari capaci di fare conflitto per chiedere l'uscita dalla crisi», ha affermato il portavoce dei Cobas Piero Bernocchi, che riguardo al lancio di vernice contro le banche ha sottolineato come il gesto, evidentemente, puntasse a far capire che oggi si è scesi in piazza soprattutto contro i potenti del mondo della finanza e delle banche. In piazza anche alcuni politici come il segretario nazionale del Prc Paolo Ferrero, l'esponente della Sinistra Paolo Cento e il consigliere regionale del Lazio Luigi Nieri. Onda a Torino a maggio. Intanto, i manifestanti dell’Onda promettono una “primavera torrida”. Si riuniranno in assemblea lunedì alla Sapienza e hanno già annunciato la partecipazione a un altro evento: «Il 17, 18 e 19 maggio saremo a Torino per il G8 delle università, e insceneremo una guerriglia globale per la riappropriazione dei nostri diritti». |
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Lancio di scarpe contro il ministero di Brunetta. Tutte le manifestazioni sono state autorizzate






