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"Gli studenti non sanno più scrivere". Ecco i corsi per imparare a far la tesi PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 16 Giugno 2011

"Gli studenti non sanno più scrivere". Ecco i corsi per imparare a far la tesiDopo l'allarme dell'Alma Mater di Bologna il via alle lezioni. Sperimentazione in 4 facoltà: italianisti terranno laboratori di scrittura a numero chiuso

Fonte: la Repubblica
di Ilaria Venturi

"L'esperienza di ricerca imposta da una tesi serve sempre per la nostra vita futura", scriveva Umberto Eco nel suo saggio "Come si fa una tesi di laurea". Era il 1977, da allora generazioni di laureandi l'hanno letto. Ora è l'Ateneo di Bologna a venire incontro agli studenti con un progetto di educazione alla scrittura delle tesi che partirà in quattro Facoltà. E aiuterà i laureandi, circa 400 si stima, a citar bene le fonti, a organizzare una bibliografia e anche a non inciampare nella grammatica, ascoltate più volte le geremiadi degli italianisti e dello stesso rettore (latinista) sull'incapacità dei giovani a scrivere in lingua corretta.

La sperimentazione, approvata ieri in Senato accademico per un costo di 68mila euro, riguarderà dal prossimo anno gli studenti delle lauree magistrali di Economia e Giurisprudenza e dei corsi triennali di Lettere e Scienze. L'insegnamento, attribuito ad italianisti incaricati attraverso un bando, si configurerà come un "laboratorio di scrittura", coinvolgerà al massimo 30 partecipanti per classe, richiederà la frequenza obbligatoria e assegnerà crediti formativi. "Gli studenti saranno così in grado di affrontare meglio le principali difficoltà dell'argomentazione accademica - spiega il prorettore Roberto Nicoletti -. E acquisiranno inoltre gli strumenti per potenziare il lessico specialistico e professionale, particolarmente utile, per esempio, per i giuristi".

Della necessità dei laboratori di scrittura nessuno ha dubbi. "Sin dalla scuola, si fanno sempre più esami a crocette, pochi temi in classe. E poi ha prevalso l'abitudine a scrivere sms o a usare forme veloci nella comunicazione via Internet. Col risultato d'un decadimento della lingua italiana che è sotto gli occhi di tutti. La forma è andata a farsi benedire da un pezzo, basta guardare come sono scritte le mail che gli studenti mandano ai professori, ai quali danno del tu. I nodi vengono tutti al pettine, però, quando i ragazzi entrano nel mondo del lavoro, dove devi saperti rapportare correttamente, scrivere relazioni o una semplice lettera. Per questo ci è sembrato opportuno dare un sostegno nella scrittura, a partire dalle tesi di laurea".

L'italianista Niva Lorenzini sostiene la sperimentazione. "C'è il problema della scrittura: non si sanno usare i soggetti con i verbi, trovi le virgole dopo un nome, insomma, devi correggere riga per riga una tesi di laurea - osserva -. Ma quello che gli studenti meno possiedono è il rigore nell'organizzare il pensiero attraverso l'espressione linguistica".

 

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