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| Esiste un modo per essere più efficaci nel superamento degli esami? |
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| Attualità |
| Mercoledì 15 Giugno 2011 |
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Fonte: Controcampus.it Gli studenti, seppur diversi per molteplici variabili, risultano essere simili in quanto esseri viventi accomunati da determinati modi di funzionamento del loro cervello. Prepararsi adeguatamente ad un esame significa essere in grado di dimostrare di saper ricordare concetti e fare collegamenti tra i vari argomenti studiati. Dunque già in questa considerazione è racchiuso un importante presupposto: è indispensabile evitare la pura memorizzazione di dati, codici e concetti. E’ invece molto più proficuo dimostrare di essere in grado di creare nessi logici e collegamenti tra i vari elementi studiati. Nella fase di preparazione degli esami ciascuno saprà quando il suo corpo risponde meglio, quando è maggiormente predisposto ad apprendere. Allo stesso tempo è indispensabile considerare che le fasi durante le quali il nostro cervello è capace di memorizzare e “lavorare” seguono dei cicli temporali ben caratterizzati. Per cui può essere poco proficuo sedersi per ore ed ore di seguito, forzando il nostro cervello a lavorare. E’ stato dimostrato da numerosi studi che il nostro cervello perde la capacità di essere “concentrato” e “operativo” dopo un arco temporale di 60-90minuti. Molto meglio dunque alternare nella giornata dei momenti di studio con momenti anche brevi di totale svago e riposo. Detto in cifre potrebbe significare che dopo un’ora e mezza al massimo di studio è opportuno fermarsi e distrarsi per almeno 20-30 minuti. Seguendo questo andamento è possibile arrivare nell’arco della giornata a studiare anche per 8 ore, considerando che per otto ore di studio saranno necessarie 13-14 ore della giornata. Chi non avesse a disposizione 13-14 ore potrebbe decidere di studiare meno ore, mantenendo sempre però l’alternanza tra studio e svago/relax. E’ necessario considerare che fermarsi dopo 60-90 minuti, anche se apparentemente non si è stanchi, consente di rimanere in grado di utilizzare al meglio le ore di studio. Infatti potrebbe anche accadere che dopo poche ore di studio continuativo non ci si senta apparentemente stanchi.. In realtà la lucidità del nostro cervello inizia a scemare e conseguentemente la qualità dello studio inizia a diminuire. Di contro, fermarsi seguendo una tabella di marcia strategica, consente di mantenere il cervello più capace di dare il meglio di sé. Riguardo invece il “metodo di studio”, invito i lettori a leggere nuovamente l’articolo “Le mappe concettuali e mentali: due straordinari strumenti per lo studio e il lavoro” presente in questa rubrica: http://www.controcampus.it/spip.php.... Questi due strumenti consentono infatti di organizzare i concetti da ricordare in modo molto più efficace. Entrambi i tipi di mappe si basano sul presupposto che la nostra mente ricorda molto meglio schemi, disegni, figure, diagrammi..che mere stringhe di informazioni. Gi studenti solitamente procedono nello studio evidenziando i libri di testo. Successivamente provvedono ad evidenziare con altro colore, tra le parti già evidenziate, delle sottoparti.. E poi ancora utilizzano altro colore per evidenziare tra le sottoparti gli elementi che ritengono più importanti.. Il risultato finale è quello di trovarsi dei testi completamente evidenziati con 3-4-5 colori differenti, dove risulta difficile comprendere cosa all’interno della pagina abbia realmente importanza!! Altre volte, dopo aver completamente evidenziato tutte le pagine con molteplici colori, gli studenti provvedono a riportare in forma scritta dei riassunti di quello che dovrebbe essere il “succo del discorso”. Il mio consiglio è dunque quello di utilizzare delle mappe mentali e concettuali inserendo come ramificazioni principali i concetti “succo del discorso” e poi come sottoramificazioni gli ulteriori collegamenti logici e di approfondimento. E’ importante utilizzare nelle mappe: colori, disegni, forme, simboli, tutto ciò che aiuti il nostro cervello a ricordare il significato più facilmente. Si possono anche utilizzare più mappe con differenti livelli di “approfondimento”. Mi spiego. Potremmo pensare ad una prima mappa “generale” che analizzi ed illustri in una panoramica ampia e poco dettagliata l’intero contenuto dell’argomento dell’esame. Successivamente si potrebbero realizzare ulteriori mappe che approfondiscano ciascun testo d’esame. Potremmo continuare con altre mappe composte dai titoli dei paragrafi di ciascun libro di testo.. In questo modo, una volta realizzate le mappe sarebbe molto più agevole e anche piacevole riuscire a ripassare tutti i contenuti dell’esame riguardando le mappe mentali che si lascerebbero fruire a “colpo d’occhio”. Una volta curata adeguatamente la parte inerente lo studio della materia passiamo a vedere qualche consiglio pratico inerente il modo di affrontare la seduta dell’esame. Come ricorderà chi ha letto l’articolo “La regola non cambia tra docente e discente, ciò che conta è comunicare efficacemente” presente in questa rubrica (http://www.controcampus.it/spip.php...) la comunicazione è composta di tre “livelli”: le parole che pronunciamo (livello verbale), come le pronunciamo (livello paraverbale), ciò che comunica il nostro corpo (livello non verbale). Dunque è importante innanzitutto sedersi ben dritti di fronte al docente, respirando in modo regolare. Date la massima importanza al contatto visivo col docente: guardatelo/a dritti negli occhi e con un leggero sorriso, quello di chi è sicuro ed a proprio agio in un contesto. Quando il docente vi ha formulato la domanda, evitate di distogliere lo sguardo e di pronunciare i fastidiosi “ehm”… “uhm”…. Evitate anche di pronunciare parole inutili come ad esempio: “dunque… allora….”.. Dopo una brevissima pausa che vi abbia permesso di raccogliere le idee partite subito e direttamente con una frase di senso compiuto. Costruite frasi brevi, chiare. Fate brevi pause tra una frase e l’altra. Ogni volta che è possibile farlo dimostrate che siete in grado di trovare dei nessi logico concettuali tra l’elemento che risponde direttamente alla domanda del docente e argomenti correlati. Qualche altro consiglio: nei giorni precedenti l’esame allenatevi ad occhi chiusi ad anticipare l’evento dell’esame. E’ importante che nella vostra mente guardiate ciò che accade con i vostri occhi. Immaginate che il docente vi faccia delle domande e guardatevi e ascoltatevi mentre rispondete con sicurezza e competenza a ciascuna domanda. Questa è una potente tecnica che allena il cervello al successo; la utilizzano i migliori performer di molteplici settori, dagli sportivi ai venditori, dagli attori agli oratori. Altra buona regola è quella di ipotizzare una domanda e rispondere ad alta voce, registrandosi. Poi diventa utile andare a riascoltarsi per valutare spassionatamente “quella persona” che risponde, cioè voi! E ancora: così come fanno i migliori venditori al mondo per allenarsi e prepararsi alle obiezioni che riceveranno sul campo relativamente ai propri prodotti e servizi da vendere..anche voi potreste allenarvi in modo analogo. Fate una lista delle domande più ostili che potreste ricevere ed allenatevi a rispondere a quelle. Pensate alle domante che maggiormente vi metterebbero in difficoltà e preparatevi a rispondere anche a quelle. Infine una considerazione che dovrebbe stimolarvi a livello motivazionale. Mentre state studiando chiedetevi perché lo state facendo! Riflettete sul fatto che la scelta dello studio è stata una vostra scelta. Considerate che non a tutti i ragazzi è data la possibilità di farlo. State investendo nel vostro futuro, vi state preparando ad entrare nel mondo del lavoro dove qualsiasi datore di lavoro pretenderà che siate brillanti, preparati, competenti e professionali. Dunque ditevi: “ho un’occasione d’oro per dimostrare quanto valgo e quanto sono preparato”. Ci sono migliaia e migliaia di ragazzi della vostra età che trascorrono le loro giornate svolgendo lavori poco gratificanti e per di più pagati poche centinaia di euro. Voi siete dei privilegiati. Sfruttate al meglio questo tempo. |
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La risposta è sì, a patto che si facciano una serie di considerazioni preliminari. Innanzitutto la preparazione e lo studio







