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Progetto "Litopanspermia". L'Università della Tuscia «conquista» lo spazio PDF Stampa E-mail
Attualità
Mercoledì 15 Giugno 2011

Progetto "Litopanspermia". L'Università della Tuscia «conquista» lo spazioNon siamo soli nell'universo. L'ipotesi è diventata certezza, grazie all'ultimo esperimento condotto sulla base spaziale statunitense e presentato dal coordinatore Silvano Onofri, alla presenza del Rettore Mancini e dei suoi collaboratori

Fonte: Il Tempo
di Wanda Cherubini

«Non ci troviamo di fronte al classico progetto di natura scientifica che può interessare i cittadini in modo marginale – ha esordito Mancini - ma di un programma che ha una valenza più ampia». Il prof. Onofri ha, quindi, spiegato che l'esperimento è stato organizzato dall'ESA, l'agenzia spaziale europea, nell'ambito del progetto «Litopanspermia». «L'ESA – ha precisato Onofri – ha varato questo programma con la collaborazione dell'agenzia spaziale tedesca DLR e spagnola INTA.

Molti si sono chiesti se sia possibile il trasferimento della vita da un pianeta ad un altro – ha proseguito Onofri - e così ci siamo soffermati sui microrganismi delle rocce. La Litopanspermia consiste in tre fasi: l'esplosione di un meteorite da un pianeta, il pezzo di roccia che si trasferisce nello spazio ed arriva su un altro pianeta ed, infine, la sua sopravvivenza in questo nuovo pianeta. Abbiamo, quindi, dimostrato che i microrganismi possono sopravvivere al trasferimento ed arrivare su un altro pianeta attraverso l'esperimento Life. Siamo arrivati in un ambiente estremo come l'Antartide per prendere da lì i microrganismi che sono all'interno delle rocce e che sono i più resistenti che noi conosciamo. Questi microganismi sono riusciti a vivere nello spazio nel vuoto assoluto o quasi e sotto radiazioni ultraviolette letali, protetti solo da fluoruro di magnesio, che lascia passare la radiazione, ma non le spore per non inquinare lo spazio.

L'esperimento Life ha così approfittato del modulo di esposizione Espose- E , che si trova sulla stazione spaziale. Lo shuttle STS 122 Atlantic è partito nel febbraio del 2008 per raggiungere la stazione spaziale dove è avvenuto il montaggio del modulo al di fuori della stazione spaziale Columbus. Dopo 18 mesi, nei quali questi microrganismi sono stati nello spazio, gli astronauti hanno smontato la piattaforma Expose per rinviarla sulla Terra, al Centro di ricerca olandese, dove, ad attendere il modulo c'era Gerda Hornek, la vera fondatrice della biologia spaziale europea. Abbiamo analizzato questi microrganismi al loro ritorno – ha proseguito Onofri - ed abbiamo constatato la loro sopravvivenza. Siamo, quindi, giunti alla conclusione che il trasferimento di microrganismi attraverso lo spazio può essere possibile. Ciò apre nuove prospettive sulle ipotesi delle origini della vita ed, inoltre, ci dà indicazioni sulle radioprotezioni della nostra specie».

 

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