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Abbronzatura: c'è chi allergico ai filtri e chi si scotta per colpa dei farmaci PDF Stampa E-mail
Attualità
Lunedì 13 Giugno 2011

Abbronzatura: c'è chi allergico ai filtri e chi si scotta per colpa dei farmaciFotosensibilità: che cosa la può scatenare

Fonte: Corriere della Sera

Che si fa se si è allergici proprio ai filtri solari? A qualcuno succede: il dottor Paolo Pigatto dell'Università di Milano, durante l'ultimo Congresso di Scienze dermatologiche, ha riferito dati raccolti su circa 1500 pazienti che avevano manifestato reazioni allergiche una volta esposti al sole, rivelando che sono in aumento i casi di sensibilizzazione a sostanze contenute nei solari. Dopo i farmaci sarebbero i filtri solari a provocare più spesso allergie nella pelle esposta al sole: quasi un paradosso, che si spiega però con l'aumento dell'utilizzo dei solari perché, come per qualsiasi altro prodotto, l'uso prolungato può far emergere una sensibilizzazione. «Non demonizzerei i filtri, i casi riguardano soprattutto persone a rischio perché li utilizzano moltissimo, ad esempio i pazienti con rosacea — commenta Fabio Ayala, della Clinica dermatologica dell'Università Federico II di Napoli —. Sono molto più frequenti, invece, le reazioni allergiche in chi si mette al sole dopo aver usato farmaci fotosensibilizzanti: l'antinfiammatorio ketoprofene, ad esempio, è il maggior responsabile di queste reazioni che si manifestano con rossore, prurito e bolle nelle parti esposte al sole e trattate col medicinale. Chi deve usarlo non dovrebbe esporsi al sole per almeno 1-2 settimane».

I farmaci che possono rendere la pelle più sensibile al sole sono parecchi: antibiotici, diuretici, ipoglicemizzanti orali, ansiolitici, antistaminici. «Spesso bastano minime precauzioni per evitare guai — precisa Giuseppe Monfrecola, esperto di fotodermatiti della Sidemast —. Se il medicinale resta in circolo 12 ore e si prende alla sera, ad esempio, al mattino si può andare in spiaggia tranquilli: perché avvenga la reazione allergica in genere c'è bisogno di un bel po' di sole che batta su una pelle dove c'è una discreta concentrazione di farmaco. Ecco perché i prodotti per uso topico, come molti antinfiammatori o antistaminici, sono più pericolosi. Allo stesso modo bisogna fare attenzione quando si usano prodotti per la pelle che contengono derivati delle piante, per loro natura capaci di "captare" di più la luce: sostanze contenute in agrumi e fichi, ad esempio, possono essere molto fotosensibilizzanti ed ecco perché anche gli intrugli fai da te sono molto rischiosi».

Per alcuni, invece, il sole è insopportabile a prescindere dall'uso di farmaci o altro: sono gli allergici al sole, secondo le ultime stime della Sidemast circa 6 milioni di italiani, nell'80% giovani donne. A loro basta stare poco tempo al sole perché le parti scoperte si ricoprano di puntini rossi e vescicole pruriginose, da non confondere con l'eritema, dovuto all'esposizione solare prolungata. «L'allergia al sole (dermatite polimorfa solare ) — dice Ayala — non è facile da risolvere, si può prendere un antistaminico 1-2 ore prima di esporsi o fare un breve ciclo di fototerapia per preparare la pelle, ma il consiglio migliore resta sempre la gradualità: iniziare con 3-5 minuti di sole, aumentando man mano l'esposizione. In questo modo la pelle si "irrobustisce" e dopo pochi giorni non crea più problemi».

 

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