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Erasmus in Spagna. Claudia Coppa ci racconta la sua esperienza in terra iberica PDF Stampa E-mail
Attualità
Venerdì 27 Maggio 2011

Erasmus in Spagna. Claudia Coppa ci racconta la sua esperienza in terra ibericaIn tanti ci pensano, molti lo sognano, altri lo rimpiangono. Mi riferisco ad uno degli argomenti più discussi all’interno delle Università: l’Erasmus in Spagna

Fonte: Controcampus.it
di Tommaso Ceruso

Claudia, oggi studentessa e composer per una importante società di post produzione cinematografica e televisiva, ci racconta la sua esperienza presso Alcalà de Henares, a pochi passi da Madrid.

Cara Claudia, innanzittutto, come mai hai scelto di affrontare un Erasmus e quanto è durata la tua esperienza?

Ho scelto di tentare la sorte provando a vincere la borsa di studio Erasmus perché troppo incuriosita da questa esperienza, era un periodo in cui tutti mi parlavano di quanto fosse bello, interessante e sopratutto divertente vivere in un paese straniero e "ricominciare" una nuova vita universitaria da capo.. spinta dalla voglia di conoscere una nuova cultura e di non farmi scappare per nessun motivo questa occasione, ho compilato il modulo (seguendo tutti i consigli che mi avevano dato riguardo la scelta della destinazione ecc) ed ho aspettato con ansia il verdetto! Sono riuscita a vincere una delle 2 ultime borse rimaste e sono partita per Alcalà de Henares (Madrid) dove purtroppo sono rimasta solo 6 mesi!

Perché la tua scelta è caduta sulla Spagna e in particolare su Alcalà de Henares?

Ho scelto di andare ad Alcalà perchè pensavo fosse una cittadina piccola. Uno dei consigli che mi hanno dato era quello di scegliere una destinazione poco conosciuta e che non avesse troppe richieste, le città grandi come Valencia, Madrid, Granada, sono più gettonate e quindi c’è poi una minore possibilità di vincere la borsa. Alla fine mi sono resa conto che anche Alcalà era nota e gettonata, sopratutto per chi studia "Arti e scienze dello spettacolo" e che quindi è stato il destino ad unirci!!

Quali sono state le difficoltà prima di partire?

Se devo essere sincera non ho avuto alcun tipo di difficoltà prima di partire. Fortunatamente ero stata in grado di gestire tutta la parte burocratica in tempo ed avevo anche contattato telefonicamente l’università di Alcalà per cui avevo già tutto pronto..l’unica cosa che mi preoccupava era fare una valigia di sola andata per sei mesi di permanenza lontana da casa e dal mio armadio..non sapevo proprio come riuscire a zippare le mie cose personali in soli 20 kili di bagaglio ma alla fine ho risolto preparandone un altro e facendomelo spedire più in là!

Ti sei sentita aiutata e invogliata dalla Sapienza?

Invogliata è una parola grossa... l’ufficio Erasmus mi ha aiutata tanto, sono tutti molto simpatici, disponibili a qualsiasi ora e cordiali, hanno organizzato una riunione con noi Erasmus vincitori poco prima della partenza per ricordarci alcuni dettagli importanti riguardanti documenti da compilare, far firmare ecc, e quindi più che la voglia mi hanno trasmesso un po’ di ansia sinceramente..ma l’ho saputa controllare! (qui Claudia sorride) I professori italiani sono stati altrettanto disponibili ed hanno firmato subito il permesso per farmi sostenere i loro esami all’estero quindi diciamo che ho avuto la strada libera in tutto.

Una volta arrivata sei riuscita facilmente a trovare casa?

Una volta arrivata all’aeroporto, ho incontrato il "tutor" che l’università di Alcalà mi aveva riservato. E’ un ragazzo italiano che mi ha aiutata sin da subito. La prima settimana ho alloggiato in un ostello in pieno centro, l’università di Alcalà mi ha dato una lista di stanze in affitto con i vari numeri di telefono e quindi non ho fatto altro che visitare case per i primi 5 giorni. Alla fine ho scelto un piccolo monolocale con due stanze, due bagni e un cucinotto, situato in pieno centro, nel quale ho vissuto insieme alla mia coinquilina Emanuela. La direttrice dell’ufficio internazionale mi chiamava costantemente per avere notizie, è una signora davvero cortese e gentile!

Che differenze hai notato tra l’Università spagnola e l’Università italiana?

L’università spagnola è molto più organizzata, però c’è da dire che ci sono anche meno studenti iscritti, non si può paragonare l’affluenza di ragazzi presenti alla Sapienza e quelli presenti ad Alcalà de Henares perché ovviamente la capitale vince sotto questo aspetto. I professori spagnoli ci tengono a seguire i propri studenti, lasciano anche il loro numero di cellulare per essere chiamati in caso di bisogno ecc, sono quindi totalmente disponibili. Alla Sapienza per me a volte è difficile anche solo fissare un ricevimento, oppure ricevere una email di risposta!!!

E cosa puoi dirci della vita universitaria? Com’è essere uno studente a Alcalà de Henares?

Per me è stato bello studiare ad Alcalà, i miei compagni di corso mi hanno fatta integrare tranquillamente alla classe, mi sentivo proprio una di loro. Mi piaceva seguire le lezioni di cinema perché erano molto pratiche ed interessanti, c’era partecipazione in classe e quindi io andavo volentieri a lezione! Fare gli esami non è stato troppo difficile, è vero che già sapevo parlare spagnolo ancora prima di partire, però avevo frequentato quasi tutte le lezioni, avevo preso appunti e quindi prepararmi per un esame è stato diverso ma allo stesso tempo bello e fattibile! Ho scritto un’intera tesina in spagnolo e fatto un esame nel quale dovevo compilare due fogli di domande aperte con risposte da minimo 5 righe l’una ...insomma mi sono messa alla prova e ne è valsa la pena visto che ho raggiunto dei buoni risultati ed ho imparato tante nozioni nuove.

Da un punto di vista economico quanto costa un Erasmus ad Alcalà de Henares?

Per quanto riguarda i soldi, l’università italiana dà 200 euro al mese. Gli affitti ad Alcalà costano un po’ di più rispetto al resto della Spagna in quanto è vicinissima a Madrid. Io pagavo sulle 300 euro al mese, compreso di tutte le spese della casa, ovviamente però bisogna aggiungere anche i soldi per la spesa alimentare e per le uscite..

In fin dei conti, pensi ne sia valsa la pena? Lo rifaresti?

Lo rifarei subitissimo se solo si potesse ma il bello e il brutto dell’Erasmus è che si può fare una volta sola nella vita! E’ stata un’esperienza fantastica, mi ha segnata profondamente, mi ha fatta maturare e crescere sotto tanti aspetti. Vivere da sola non è uno scherzo, ci sono tante responsabilità e pensieri sopratutto in un paese estero..penso ogni giorno a quanto sono stata bene e a tutte le cose belle che ho vissuto. Mi sento continuamente con i miei amici spagnoli e sono già tornata due volte a trovarli. Mi manca vivere in Spagna e spero in futuro di riuscire a trovare un mio nuovo equilibrio lì, magari non più come studente ma come lavoratrice.

Cosa consiglieresti a chi sta per partire per un Erasmus?

La prima cosa che consiglierei ad un futuro Erasmus è di conoscere più gente possibile e di riuscire a passare la maggior parte del tempo con i ragazzi del posto, così è sicuro che ci si diverte e che si impara bene la lingua! Io nei miei sei mesi di permanenza ad Alcalà ne ho approfittato per girare il più possibile, ho viaggiato in continuazione ed è quello che consiglierei a qualsiasi ragazzo Erasmus: mettete sotto sopra il voglio "paese adottivo" e vedrete che non ve ne pentirete!

 

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