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Napolitano saluta gli astronauti della Iss, la stazione spaziale al 50% made in Italy PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 24 Maggio 2011

Napolitano saluta gli astronauti della Iss, la stazione spaziale al 50% made in ItalySono stati 20 minuti di colloquio cordiale fra il Quirinale e la Stazione Spaziale

Fonte: Il Sole 24 Ore
di Leopoldo Benacchio

Le bandiere nazionali vanno sempre poste in alto, molto in alto, perché tutti le possano vedere, ma quella italiana non si era mai vita svettare come oggi, verso le 15.45, quando i due astronauti italiani contemporaneamente presenti nella Stazione Spaziale internazionale, ISS, l’hanno dispiegata davanti alle telecamere a favore del Presidente Napolitano, che ha applaudito il gesto.

Era stata consegnata dal Presidente a Roberto Vittori, nel Gennaio di quest’anno, all’apertura delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia. Vittori l’ha portata a bordo della ISS con l’ultimo viaggio dello Shuttle Endeavour qualche giorno fa e la stessa tornerà dopodomani a Terra con l’altro astronauta italiano, Paolo Nespoli, da ben 6 mesi sulla ISS per compiere un nutrito programma di esperimenti. E il viaggio di ritorno lo farà con l’altro “autobus” per la ISS, la navetta spaziale russa Soyuz e verrà riconsegnata al Presidente. Un passaggio di testimone perfetto insomma.

Sono stati 20 minuti di colloquio cordiale fra il Quirinale e la Stazione Spaziale, iniziati con i saluti del comandante russo della Stazione stessa, cui Napolitano ha scherzosamente rivolto i saluti nella sua lingua, che parla, come lui stesso ha detto molto molto poco, ma efficacemente, visto che il comandante ha sorriso e risposto in russo. Entrambi, anche il comandante dello Shuttle NASA presente a bordo in questo periodo con altri 5 astronauti, sono andati brevemente oltre le frasi di cortesia, riconoscendo il ruolo dell’Italia e complimentandosi specie per la parte avuta dal nostro Paese nell’ultima missione, che ha portato alla ISS il più grande strumento che mai la stazione abbia montato: AMS, un sofisticato ed enorme rivelatore e misuratore i raggi cosmici, alla cui costruzione l’Italia ha dato un contributo essenziale. Dovrà darci importanti, se non definitive, informazioni sulle origini del nostro Universo, e quindi anche nostre.

E sul contributo italiano si è soffermato anche il Colonnello Vittori, al suo secondo viaggio nella ISS: “sono veramente stupito!” - ha affermato - “dal mio ultimo viaggio, qualche anno fa, la stazione è praticamente raddoppiata, ed è bello vedere come molte delle strutture siano frutto del lavoro italiano, come la splendida cupola dalle cui finestre possiamo vedere il pianeta sotto di noi, e assicuro che è una visione che a volte ci toglie il respiro”. E infatti occorre ricordare che più del 50% della superficie calpestabile della enorme stazione spaziale, più grande oramai di un campo di calcio, è stata costruita in Italia, negli stabilimenti di Thales Alenia Space ed altre ditte nazionali.

L’atmosfera si fa cordiale e semplice al limite del cerimoniale, anche perché il Presidente e gli astronauti si sono già incontrati e si conoscono “Sono veramente impressionato di come voi andate e tornate con facilità dallo spazio – dice il Presidente -  come noi qui si va oramai da Firenze a Roma!” . Loda l’Italia nella sua azione in campo spaziale Napolitano e s’interessa ad AMS, che ha visto assemblare in una sua recente visita al CERN di Ginevra. Ne è rimasto impressionato, sia dello strumento in sé che delle capacità italiane, molte delle parti dello strumento sono infatti state realizzate direttamente nei laboratori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica ed il vice responsabile del complesso progetto internazionale è il fisico italiano Roberto Battiston. “Ma più di tutto - continua il Presidente – mi ha impressionato vedere tante ricercatrici italiane, bravissime e appassionate, all’opera.  La stessa passione che vedo in voi veterani dello spazio”.  E sembra come dire: e questo mi fa ben sperare.

L’Italia è bellissima, assicurano gli astronauti e dallo spazio è ancora più bella, anche se ad occhio nudo non si vede il Canal Grande di Venezia, come Napolitano chiede loro, ma con una macchina fotografia prenderanno una immagine per il presidente, scherzano i due.
Il colloquio finisce con una considerazione importante di Napolitano sulla necessità di preservare l’ambiente e sul fatto che la visione dallo spazio in questo è fondamentale. Poi il colloquio si interrompe un po’ bruscamente, ma i tempi del lavoro nella ISS sono più rigidi dell’acciaio e le operazioni vanno avanti. Resta sullo schermo qualche secondo in più la bandiera d’Italia “più alta” che abbiamo: 400 chilometri circa.

 

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