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Festival di Cannes 2011, il cinema italiano c'è ma non si vede PDF Stampa E-mail
Attualità
Lunedì 23 Maggio 2011

Festival di Cannes 2011, il cinema italiano c'è ma non si vedeD’accordo, si gioca per il gusto di giocare, però quando non si vince dispiace. Soprattutto se i premi in palio sono, come nel caso, più d’uno

Fonte: La Stampa
di Alessandra Levantesi Kezich

Pazienza per la Palma d’oro, era ovvio e giusto che andasse a Tree of Life di Malick, film potente, alto, unico a cui la critica si è inchinata, assegnandogli da subito una prima posizione che forse solo Melancholia - non fosse stato per il comportamento di Lars Von Trier - avrebbe potuto contrastargli. Il problema semmai sono gli altri riconoscimenti, che con spirito ecumenico la giuria presieduta da De Niro ha distribuito a pioggia, gratificando molti, ma non i nostri due concorrenti, Moretti e Sorrentino. Inutile chiedersi se è stato giusto: la selezione di quest’anno era forte, c’erano molte pellicole meritevoli e che la scelta sarebbe stata difficile l’avevano previsto tutti. Piuttosto la domanda corretta da porsi è un’altra.

Habemus Papam e This Must Be the Place avevano i requisiti per essere presi in considerazione nel certame internazionale della Croisette? La risposta è sì, soprattutto se pensiamo ai loro straordinari interpreti, rispettivamente Michel Piccoli e Sean Penn. Quanto alla stampa estera, il film di Nanni è stato accolto bene; e le riserve su Sorrentino sono comunque apparse improntate al rispetto. Passati i tempi neri - e parliamo di almeno due decenni - in cui le pellicole nostrane o non venivano proprio prese in concorso; oppure sbertucciate con una certa virulenza perché provinciali e autoreferenziali.

Oggi il cinema italiano c’è e Cannes 2011 lo prova: indiscussa figura d’autore, Moretti ha raccontato un papa in crisi con una sensibilità malinconica che ha coinvolto tutti; Sorrentino ha dimostrato di saper fare un cinema di respiro internazionale. Sul palco della Salle Lumière in occasione della premiazione ci sono già saliti, e ancora ci saliranno.

 

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