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Cannes, il festival apre con Woody e la Palma d'oro alla carriera a Bertolucci PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 12 Maggio 2011

Cannes, il festival apre con Woody e la Palma d'oro alla carriera a BertolucciInaugurazione con "Midnight in Paris" di Allen. Il regista riceve il premio dalla giuria presieduta da De Niro

Fonte: Il Messaggero
di Gloria Satta

La Croisette fa nuovamente il pieno, la crisi sembra un incubo di tanto tempo fa. Tornano in massa, dopo l’annus horribilis 2010, celebrità, giornalisti, addetti ai lavori. Il mare, seppellito sotto le cupole bianche degli stand, nemmeno si vede più. Tutto esaurito negli alberghi. La facciata del Carlton è invasa di pubblicità hollywoodiane, qui i Pirati dei Caraibi, là il kolossal sui Puffi, non mancano Transformers e Cowboy contro Alieni.

Comitive di giapponesi sfrecciano a bordo di bus a due piani, limousine esagerate si offrono a nolo, ovunque senti parlare russo, la strada è già congestionata. Al Marché, vero cuore pulsante del Festival, già stappano lo champagne: i partecipanti sono oltre diecimila, con un incremento del 5 per cento rispetto all’anno scorso e la presenza di Paesi mai visti prima come Estonia, Bielorussia, Montenegro, Azerbajan. «Sembra di essere tornati ai fasti del 2008», esulta il direttore Jerome Paillard.

In questo clima euforico, stasera si apre il 64mo Festival di Cannes con «Midnight in Paris» di Woody Allen, fuori concorso. E se a vincere fosse un regista di 67anni, l’invisibile Terrence Malick che nemmeno accompagnerà sulla Croisette il suo attesissimo film «The tree of life»? E se il brivido più intenso venisse da «Pater», l’opera ultra-sperimentale dell’ottantenne Alain Cavalier? Per non parlare del quasi sessantottenne presidente della giuria Robert De Niro e di Bernardo Bertolucci, classe 1941, che stasera riceverà tra le ovazioni la Palma d’oro alla carriera. Mentre a Jean-Paul Belmondo, volto-simbolo della Nouvelle Vague, il 17 verrà dedicato un tributo solenne.

Il Festival s’inchina ai maestri in un’edizione affolata di grandi vecchi, glorie imperiture, icone evergreen. Sulla facciata del Palais campeggia una foto in bianco e nero di Faye Dunaway, scattata da Jerry Schatzberg nel ’70: espressione assorta, lunghe gambe bianchissime, l’immagine scelta da Cannes 2011 come logo rappresenta un omaggio sofisticato al glamour senza età dell’attrice americana, oggi settantenne. Stasera l’inaugurazione è affidata a Woody Allen (76) con la sua ultima commedia ambientata a Parigi e interpretata anche dalla Première Dame di Francia, Carla Bruni, che però non ci sarà: meglio non darsi in pasto ai media mentre i boatos danno per certa una sua gravidanza, dunque largo agli altri interpreti Owen Wilson, Adrien Brody, Rachel McAdams.

In compenso saranno in sala Uma Thurman, Jude Law, il regista Emir Kusturica che ha già vinto due Palme e ora guida la giuria del Certain Regard. Tutti pronti a pendere dalle labbra della madrina Mélanie Laurent tutta vestita Dior: l’attrice, che ha solo 28 anni, è la più richiesta del cinema francese. Dopo aver lavorato con Quentin Tarantino («Bastardi senza gloria») e aver interpretato «Il concerto», un successo in tutto il mondo, non si ferma più spaziando dalla regia alla musica.

L’Italia concorre dopodomani con «Habemus Papam» di Nanni Moretti e il 20 con «This must be the place» di Paolo Sorrentino. Bel derby italiano in un Festival di grande spessore che tra alto e basso, ricerca e glamour, non dimentica l’attualità del mondo. Una giornata sarà dedicata, il 18, all’Egitto della rivoluzione. E verranno presentati i film girati clandestinamene da Jafar Panahi e Mohammad Rasulof, i due registi iraniani perseguitati e imprigionati dal regime.

 

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