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Esperimento italiano. Il cosmo 'in bottiglia', riprodotti i getti di gas delle stelle PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 12 Aprile 2011

Il cosmo 'in bottiglia', riprodotti i getti di gas delle stelleL'esperimento, italiano, è il primo che simula questi fenomeni

Fonte: ANSA

Sono stati "imbottigliati" i giganteschi getti di gas cosmici che si allungano tra una stella e l'altra. L'esperimento, italiano, e' pubblicato sul New Journal of Physics ed e' il primo che riesce a simulare in laboratorio questi spettacolari fenomeni, tra i piu' grandi dell'universo, che finora solo i telescopi spaziali sono riusciti ad osservare.

L'esperimento italiano, coordinato da Daniela Tordella del Politecnico di Torino, ha permesso di studiare da vicino il comportamento dei getti di particelle cariche generati da buchi neri oppure da stelle molto giovani e che sfrecciano attraverso il cosmo per centinaia di migliaia di anni luce, attraversando distanze miliardi di volte superiori a quella fra la Terra e il Sole.

Alla ricerca hanno collaborato il Politecnico e l'universita' di Milano, accanto all'istituto Max Planck di Goettingen. La "bottiglia" nella quale sono stati riprodotti questi fenomeni cosmici e' un tubo, o meglio un cannone elettronico, lungo 2 metri e i cui ugelli sono stati costruiti nel Cern di Ginevra, spiega Tordella. Nel cannone sono stati pompati gas come elio, argon e xeno, poi bombardati con elettroni che hanno eccitato gli atomi dei gas. "Come quelli reali, anche i getti di gas che abbiamo riprodotto sono ben collimati, ossia non si disperdono e non divergono, come raggi di luce tra le stelle", osserva la ricercatrice.

Sono anche velocissimi: raggiungono 3.000 metri al secondo, con un rapporto tra velocita' di movimento e velocita' del suono (il cosiddetto numero di Mach) superiore a 10. Per avere un termine di confronto basti pensare che un volo aereo Roma-New York il numero di Mach e' inferiore a 1.

Nella "bottiglia" si e' raggiunto un numero di Mach pari a 15. I ricercatori italiani hanno raggiunto per primi un traguardo inseguito da piu' gruppi di ricerca di Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Giappone.

Ma finora questi esperimenti avevano generato getti molto corti. "Nel nostro abbiamo visto circa 100 volte la distanza rispetto alla regione in cui si formano", dice Tordella. Ideato circa 20 anni e fa e costato complessivamente un milione e mezzo di euro, l'esperimento annuncia la possibilita' di simulare in laboratorio in modo affidabile osservazioni oggi costosissime perche' possibili soltanto con i telescopi spaziali.

 

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