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Studio italiano. Angina, il dolore si «spegne» con un elettrodo PDF Stampa E-mail
Attualità
Lunedì 28 Marzo 2011

Studio italiano. Angina, il dolore si «spegne» con un elettrodoLa stimolazione dei nervi spinali è utile quando i trattamenti standard non funzionano

Fonte: Corriere della Sera
di Adriana Bazzi

Quando i farmaci non funzionano, quando l’angioplastica o il bypass non sono indicati, c’è un’altra opportunità di cura per i pazienti che soffrono della cosiddetta angina refrattaria: la stimolazione dei nervi spinali. La nuova terapia, capace di «spegnere» il dolore, è appena stata sperimentata con successo da un gruppo di ricercatori dell’Università Cattolica di Roma che hanno pubblicato i risultati sulla rivista Pain. La stimolazione è effettuata attraverso una sorta di «pacemaker» che viene impiantato sotto la cute (generalmente in una tasca creata nell’addome) e stimola il midollo spinale tramite un catetere-elettrodo.

MINIMI SFORZI «La neuro- stimolazione – precisa Gaetano Lanza, ricercatore di cardiologia all’Università Cattolica e cardiologo del Dipartimento di Medicina Cardiologica del Policlinico Gemelli diretto da Filippo Crea– è indicata nei pazienti con angina “refrattaria” che, nonostante una terapia farmacologica ottimale, presentano dolore toracico, persino quando si sottopongono a sforzi minimi e, addirittura, quando sono a riposo, con marcata limitazione delle normali attività quotidiane». L’angina è legata a un’insufficiente ossigenazione del muscolo cardiaco, di solito causata da problemi alle arterie coronarie. Si stima che, in Italia, il 3,3 per cento degli uomini e il 3,9 per cento delle donne, tra i 35 e i 74 anni, soffrano di angina pectoris, con un nuovo caso all’anno ogni 750 persone. I trattamenti standard comprendono i farmaci anti-ischemici e gli interventi di rivascolarizzazione con angioplastica o bypass chirurgico. Che, appunto, non sempre funzionano.

SEI CENTRI Gli esperti della Cattolica, in collaborazione con altri cinque centri in Italia (San Filippo Neri di Roma, Le Molinette di Torino, Policlinico San Matteo di Pavia, Ospedale Buccheri La Ferla di Palermo e Umberto I di Mestre) hanno sperimentato la neuro - stimolazione su 25 pazienti con un’ età media di 68 anni, di cui 19 maschi. Ecco come si procede. Dapprima si inserisce un sottile catetere-elettrodo , attraverso una semplice puntura nello spazio fra due vertebre, nel canale midollare; poi il catetere viene collegato a uno stimolatore (della grandezza di un pacemaker) che, in un primo tempo, viene portato dal paziente alla cintura, poi impiantato in una tasca delle cute addominale.

SENZA COMPLICANZE «Non è ancora chiaro il meccanismo d’azione della stimolazione spinale – spiega Lanza – ma al beneficio terapeutico potrebbero contribuire diversi effetti . Una serie di dati sperimentali e clinici suggerisce, infatti, che la stimolazione abbia un effetto favorevole sia sul consumo di ossigeno da parte del cuore sia sul flusso di sangue nelle coronarie, oltre che direttamente sul dolore». La stimolazione spinale riduce in modo significativo gli attacchi anginosi, migliorando la qualità della vita del paziente e anche riducendo le riospedalizzazioni, a fronte della sicurezza della terapia che non è mai stata associata a complicanze gravi.

 

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