Banner

Iscrizione Newsletter

Per ricevere periodicamente la nostra newsletter iscriviti inserendo il tuo indirizzo e-mail. Attenzione: il servizio è attivo solo per le caselle @campus.rieti.it rilasciate con la University Card.


Tokyo nel caos, una realtà invisibile. La paura di un disastro incontrollato PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 22 Marzo 2011

Tokyo nel caos, una realtà invisibile. La paura di un disastro incontrollatoAgli annunci rassicuranti delle Tv, fa seguito - contraddittoriamente - l'invito a fuggire dalle zone dove le radiazioni mettono a rischio immediato le persone. Non si capisce bene cosa dobbiamo fare

Fonte: la Repubblica
di Sawako Iwata

Vi racconto che cosa sta succedendo in Giappone dopo il grande terremoto e lo tsunami nel nord dell'isola di Honshu, dove si trova la centrale nucleare N°1 di Fukushima. Ogni giorno e ad ogni momento, su tutti i canali TV e i giornali, si parla della situazione nella centrale. "...Ora la misura della radiazione è 400 microsievert, ora è invece è diminuita a 1 microsievert..." Le TV spiegano i guasti al sistema, ma nessuno capisce bene, forse perché neanche i giornalisti riescono a capire. Ovviamente, se non si è esperti in questo campo, la tecnologia nucleare è troppo difficile da capire. Quello che dicono la TEPCO e il governo non è molto preciso.
Dicono: "Questa quantità di radiazione non fa niente al corpo, però forse..." Cosa possiamo capire?! Intanto però nella zona di 20 km intorno alla centrale, la gente ha ricevuto l'invito a scappare. E nel raggio di 30 km bisogna rimanere a casa.

In molti si sentono abbandonati.
Terribile è la condizione di chi abita intorno alla centrale. Quella zona ha subito danni inimmaginabili, tante persone hanno perso le case, la famiglia, la vita. Ora bisogna scappare. Ma dove? Il governo sta facendo qualcosa per loro, ma non abbastanza, perché in questo momento si sta occupando delle zone più colpite dallo tsunami. Disperato, un sindaco di una citta della zona di Fukushima ha detto "noi siamo abbandonati..."

Come proteggerci dalle radiazioni. Io sto a Tokyo, piu o meno 200 km da Fukushima. Non possiamo capire come dobbiamo proteggerci. La Tepco e Il governo dicono che non succede niente. Però i francesi sono già scappati da Tokyo. Abbiamo paura. Piano piano stiamo incominciando a dubitare del governo. Ci dicono che non dobbiamo stendere i panni fuori, non dobbiamo usare l'aria condizionata, quando usciamo dobbiamo usare la maschera, etc... Ora le voci che girano sembrano leggende metropolitane. Non sapiamo più che cosa è vero e cosa non lo è.

Black out programmati.
Per rimediare alla mancanza di energia, la TEPCO ha deciso di programmare un black-out "organizzato" in diverse zone di Tokyo e dintorni. Hanno diviso la metropoli in 5 zone e, a turno, ognuna sarà spenta per 3 ore al giorno. Ma questa decisione è stata improvvisa. Lo abbiamo saputo la sera prima dell'inizio del black out. Certamente si è diffuso il panico. La mattina si sono fermati quasi tutti i treni. I lavoratori si sono ritrovati bloccati davanti alla stazione per ore e ore.

L'inutile sperpero di luce. Ma il black-out non sarà in tutta la città. Il centro di Tokyo, che usa (anche inutilmente) più luce del resto della metropoli, non rientra nelle 5 zone. Certo, nel centro di Tokyo ci sono tante ditte... Ma non è giusto! La miriade di "convenience store" (empori aperti 24 ore su 24) che spuntano come stelle nel centro di Tokyo, è più importante della gente che usa l'elettricità per vivere? Ovviamente nelle 5 zone ci sono ospedali, centri di pronto soccorso, e gente che vive usando un respiratore elettrico in casa. E se a qualcuno dei tanti anziani che abitano da soli sucedesse qualcosa, senza elettricità non avrebbe neanche la possibilità di far funzionare il telefono per chiamare l'ambulanza.

La borsa più importante delle vittime. Alcuni lavoratori dicono che "non dobbiamo interrompere l'attività economica. Se smettiamo di lavorare, non avremo i soldi per aiutare le vittime". Nel momento più difficile della storia del Giappone, per loro l'indice di borsa prevale sul numero delle vittime? Evidentemente il programma della TEPCO serve ad affrontare l'emergenza. Ma la programmazione del black-out dovrebbe essere pianificata nel modo migliore per tutti.

Siamo nel caos. Il Giappone è famoso come paese molto ben organizzato, ma questo incidente l'ha trascinato in un caos infernale. Il problema non è solo il caos di adesso. L'effetto delle radiazioni non appare subito, ma dopo qualche anno. Quando spunterà qualche problema sul nostro corpo, come faremo a reclamare la responsabilità del governo? Chi può essere testimone dell'invisibile? Nell'incertezza una cosa però è certa: non vorremo più le centrali nucleari. Ve lo dico da qui, dove la realtà si è immersa nell'invisibile. Pensateci bene prima di tuffarvi anche voi nella grande avventura nucleare.

 

© 2008-2012 Sabina Universitas - Polo Universitario di Rieti S.C.p.A.
P.I. 00982440570 - Tutti i diritti riservati.