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| Scontri alla Sapienza, corteo non autorizzato: la polizia carica |
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| Attualità |
| Giovedì 19 Marzo 2009 18:03 |
L’Onda è tornata. Ma le regole sono cambiate. E sfilare per la città senza alcuna autorizzazione da parte del prefetto non è più possibileFonte: Il Messaggero di Marco De Risi e Raffaella Troili «Vogliamo andare nelle nostre strade: libertà di movimento», gridavano gli studenti della Sapienza che dopo aver sfilato per i viali dell’ateneo, avrebbero voluto unirsi allo sciopero indetto dalla Flc-Cgil «contro i tagli all’istruzione operati dal Governo» sfilare per le vie della città e raggiungere il ministero delle Finanze. Niente da fare. Nessuno aveva chiesto l’aveva chiesto preventivamente. Non solo: il percorso non avrebbe rispettato nemmeno uno dei sei previsti nel protocollo d’intesa siglato in Prefettura. Così a presidiare tutte le uscite della Sapienza, cordoni di poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa. Nessun accesso si è aperto magicamente, tutti dentro. Con i militari a consigliare loro, «niente corteo, uscite alla spicciolata». Una mattina di tensione con cariche, lanci di bottiglie, scarpe, sassi. Pantofole e sampientrini contro manganelli e scudi. E regole nuove, come uno scoglio riaffiorato. E’ andata a sbatterci proprio l’Onda. Quelle centinaia di studenti un po’ decontestualizzati dal resto della città d’ora in avanti non possono decidere di appoggiare un’altra protesta, prendere e uscire dalla città universitaria. E’ stabilito nel nuovo protocollo di restrizione dei percorsi dei cortei a Roma, un tentativo di coinvolgere nel mondo delle regole iniziative estemporanee spesso dannosissime per la città. «Sono state due cariche violente - ha raccontato Giorgio Sestili dei Collettivi universitari - volevamo raggiungere pacificamente il ministero dell'Economia da piazzale Aldo Moro ma la polizia ci ha impedito di avanzare caricandoci duramente». Una vera guerriglia urbana fra dimostranti e forze dell'ordine, con l’università sempre più blindata e loro sempre più indispettiti. I tafferugli sono durati oltre un’ora. All’entrata di piazzale Aldo Moro. La polizia ha cercato di dissuadere con le parole. Poi gli scontri. Gli studenti hanno cercato di sfondare il cordone di sicurezza e la polizia è stata costretta a caricare. Si sono usati i manganelli, gli scudi. Dall'altra parte i sassi. Qualche studente ha preso delle pietre da un'aiuola e le ha scagliate contro polizia, carabinieri e finanzieri. Decine di persone contuse. Gli scontri si sono spostati da un altro ingresso, quello di via De Lollis. E’ scattato il lancio di scarpe e pantofole, gesto che fa subito venire in mente un altro lancio, quello del giornalista iracheno contro Bush. «Ce le eravamo portate per tirarle davanti al ministero dell'Economia come hanno fatto gli studenti francesi», ancora Sestili. Emanuele mostra i segni delle manganellate ricevute sulla schiena: «Mi hanno picchiato con il manganello girato». Un’altra carica dalla parte di viale Regina Elena. Un funzionario di polizia è stato travolto dai dimostranti, riportando alcune lesioni e contusioni. Un carabiniere è stato ferito di striscio da una sassata. I più agitati tiravano oggetti pericolosi, i fautori di una protesta pacifica erano impegnati a bloccarli. Sfumato il terzo tentativo di uscire, l’Onda ha cercato di entrare nel Rettorato, forzando i cancelli poi subito chiusi e sprangati dall’interno. In trecento, seduti sulle scale di piazza della Minerva, hanno gridato: «Non ci fermate, Frati facci sapere da che parte stai?». Contributi Scontri e cariche della polizia all'Università La Sapienza nel giorno dello sciopero e del ritorno in piazza del Movimento dell'Onda studentesca. |
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