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Studio su Lancet. Traffico e inquinamento aumentano il rischio di infarto PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 01 Marzo 2011

Studio su Lancet. Traffico e inquinamento aumentano il rischio di infartoLa cocaina è la prima causa di attacchi cardiaci ma lo smog "vanta" la maggiore fetta di popolazione esposta

Fonte: Corriere della Sera

L'aria inquinata e l'esposizione al traffico favoriscono attacchi cardiaci con un forte aumento di rischio per la popolazione. La proporzione di infarti causati dall'inquinamento è molto simile a quella di altri noti fattori di rischio come lo sforzo fisico, il caffè, l'alcol, le droghe. Lo dimostra una ricerca epidemiologica pubblicata sulla rivista Lancet, frutto della disamina di 36 studi sui diversi fattori di rischio per l'infarto e il peso che ciascuno ha sul singolo e a livello di popolazione. Lo studio è stato condotto da Tim Nawrot, dell'università Cattolica di Lovanio in Belgio. Gli esperti hanno stimato il rischio sia a livello individuale sia di popolazione, usando come parametro la "frazione di popolazione attribuibile" (population-attributable fraction - PAF), cioè la frazione, sul totale degli infarti, attribuibile a una data causa.

I FATTORI - Se a livello individuale l'inquinamento dell'aria aumenta di appena il 5% il rischio di infarto (mentre per esempio la cocaina lo aumenta di 23 volte, il caffè di una volta e mezzo, l'alcol di 3 volte), a livello di popolazione (poiché siamo tutti esposti all'inquinamento atmosferico, mentre solo pochi sono esposte alla cocaina), l'inquinamento finisce per causare molti più infarti della droga. Il PAF infatti mette al primo posto come causa di infarti l'esposizione al traffico (+7,4%), seguita dallo sforzo fisico (6,2%), poi l'alcol (5%), il caffè (5%), l'inquinamento atmosferico (4,8%), le emozioni negative (3,9%), la rabbia (3,1%), i pasti pesanti (2,7%), le emozioni positive (2,4%), il sesso (2,2%), l'uso di cocaina (0,9%), l'uso di marijuana (0,8%) le infezioni respiratorie (0,6%). «Dei fattori studiati, la cocaina è quella che è maggiormente in grado di provocare un infarto, ma il traffico vanta la maggiore fetta di popolazione esposta. La Paf, in sintesi, ci dà una misura di quanto gli infarti potrebbero essere evitati se quel fattore di rischio non fosse più presente» spiegano gli esperti.

 

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